Il Tirreno

Lucca

Derubata, fa appello per riavere un biglietto

di Barbara Antoni
Maria Letizia Pasquinelli, l'insegnante derubata
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Maria Letizia Pasquinelli, l'insegnante derubata

Frasi scritte dal padre custodite nel portafogli sparito dalla borsa: la storia di Maria Letizia, insegnante

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LUCCA. È stata derubata mentre si stava provando un capo di abbigliamento in un negozio del centro la signora Maria Letizia Pasquinelli, insegnante alla scuola media Da Vinci. È successo martedì 28 febbraio, erano circa le 17,40. «Per provarmi il capo di vestiario - racconta - ho appoggiato la mia borsa su un cesto e mi sono spostata a circa un metro. Ho girato le spalle, questione di pochi attimi. Quando mi sono voltata, dopo aver tolto il capo, ho ripreso la borsa e l’ho sentita più leggera. Ho capito subito che mancava qualcosa. Ho girato lo sguardo e ho visto che qualcuno chiudeva dietro di sé la porta del negozio». Proprio quel “qualcuno”, probabilmente, aveva trafugato il suo portafoglio dalla borsa: al suo interno c’erano contanti per 90 euro, oltre a carte di credito, patente e documenti.

C’era però anche un biglietto, un post-it plastificato, con una frase che suo padre le aveva scritto il giorno nella laurea, nel 1997. Parole di affetto, di amore per la figlia, di incoraggiamento: un ricordo senza prezzo. È diretto proprio recuperare questo biglietto l’appello che la signora Maria Letizia lancia attraverso Il Tirreno, dopo averlo scritto anche sul suo profilo Facebook. «Sul foglietto - riporta - ci sono scritte alcune frasi che mio padre mi aveva dedicato nel giorno della laurea. Quelle parole sono molto importanti. Se qualcuno lo ritrova è pregato di contattarmi. Grazie».

È disperata Maria Letizia: «Non mi importa niente dei soldi, neanche del portafogli (bicolore: blu e bordeaux, ndr) che era nuovo di zecca: lo avevo acquistato il 2 febbraio. Ho bloccato subito le carte: non sono stati fatti prelevamenti. E ho già provveduto per il rinnovo dei documenti. Ma a quel biglietto tengo troppo: chiedo solo che mi sia restituito. Inviandolo in una busta chiusa alle autorità, al Tirreno, basta che lo possa riavere».

Non è nuova a subire furti, purtroppo, l’insegnante della Da Vinci. «In venti anni - racconta - io e la mia famiglia abbiamo visto sparire quindici biciclette: le ultime due, una mia e una di mio figlio, alla vigilia dell’ultimo Natale. Alla fine ho deciso che non comprerò più una bicicletta».

Per il furto subito martedì la signora ha sporto denuncia presso il comando dei carabinieri.

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