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Bollette non arrivate La società si scusa e riconosce l’errore

Bollette non arrivate La società si scusa e riconosce l’errore

Lettera di Nexive a Edda Ciuti, rimasta senza elettricità perché non aveva potuto pagare le fatture mai arrivate

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LUCCA. Non capita sempre, non capita spesso, ma quando succede è una buona notizia, per tante ragioni.

È una buona notizia perché non sempre le denunce di disagio cadono nel vuoto, senza risposta (e in questo caso la risposta è arrivata). È una buona notizia perché riconoscere i propri errori – come fatto in questa circostanza dalla società coinvolta – non è un segno di debolezza ma, anzi, una prova di serietà e di rispetto per il cittadino utente.

La storia è quella di Edda Ciuti, una donna lucchese che si era vista staccare la fornitura di energia elettrica. Il perché lo aveva scoperto andando direttamente all’Enel: il distacco era arrivato perché non risultavano pagate le ultime tre bollette. E non potevano essere pagate, perché quelle bollette nella sua cassetta delle lettere non erano mai arrivate.

Un’ipotesi sul perché quelle bollette non fossero state ricevute l’aveva avanzata la stessa Enel: probabilmente la società che si occupa della loro consegna – ossia la Nexive – non aveva provveduto.

Nel frattempo la donna aveva pagato gli arretrati e la corrente era tornata, ma restava il dubbio: così come non aveva ricevuto le vecchie bollette anche le nuove potevano non arrivare, col rischio di ritrovarsi nuovamente al buio.

In questo senso arriva una rassicurazione dalla stessa Nexive, accompagnata dalle scuse della società: «In merito all'articolo "Le bollette non arrivano e le staccano la corrente" – scrive l’azienda – pubblicato il 25 febbraio da Il Tirreno, Nexive, primo operatore privato del mercato postale nazionale, informa di essersi immediatamente attivata per un'accurata verifica di quanto segnalato dalla signora Edda Ciuti e conferma di non essere effettivamente riuscita a recapitare la posta indirizzata alla signora in più di un'occasione, a causa dell'incompletezza dell'indirizzo riportato sulle buste. Come si riconosce nell'articolo, la zona ha una toponomastica complessa. La via in cui risiede la signora Ciuti, in particolare, è composta da una strada principale molto lunga con diverse traverse numerate, in cui si trovano comprensori con civici e lettere che si ripetono; senza un'indicazione precisa del numero di traversa pertanto è impossibile per il portalettere avere certezza del luogo di recapito. Nexive si scusa con la signora per il disagio arrecato e invita i cittadini che riscontrassero problematiche simili a segnalarle al nostro servizio clienti utilizzando una delle modalità di contatto (live chat, telefono, social caring) indicate sul sito www.nexive.it».

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