Il Tirreno

Lucca

Una pistola al volto e i rapinatori svuotano la cassaforte

di Luigi Spinosi
Una pistola al volto e i rapinatori svuotano la cassaforte

Irruzione nell’abitazione di un imprenditore a San Salvatore I banditi picchiano l’uomo e minacciano la sua famiglia

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MONTECARLO. «Mi scusi, ora ho da fare e non posso parlare»: Giovanni Pieroni, 62 anni, appena poche ore prima ha vissuto un incubo e la non voglia di raccontarlo e di riviverlo è più che comprensibile. Essere aggrediti nell’intimità della propria abitazione, trovarsi una pistola puntata contro, temere per l’incolumità dei propri cari senza poter far niente è un qualcosa che fa male, forse anche più della botta subita e che lo ha costretto anche a ricorrere alle cure dell’ospedale.

Momenti di terrore consumati tra le 21 e le 22 di lunedì, quando la famiglia era riunita per la cena. È stato in quel momento che il cagnolino, in giardino, ha iniziato ad abbaiare. È stato in quel momento che Pieroni è andato a controllare, ha aperto la porta di casa, è sceso in cortile, e qui è iniziato l’incubo.

L’uomo, titolare del concessionario “Pieroni Moto”, che si trova esattamente dietro la sua casa, è stato aggredito da due uomini, col volto nascosto da un passamontagna e con i guanti. Lo hanno buttato a terra colpendolo anche alla nuca con il calcio di una pistola quindi, dopo averlo immobilizzato legandogli le mani con delle fascette di plastica, lo hanno costretto ad aprire la porta di casa minacciandolo con la pistola. Una volta dentro sono entrati altri tre uomini, anche loro con guanti e passamontagna, i quali sono saliti al piano superiore per bloccare la moglie e la figlia ventenne dell’uomo.

Sempre sotto la minaccia della pistola i banditi si sono fatti consegnare la chiave di una cassaforte che si trovava murata in un sottoscala e, una volta aperta, l’hanno ripulita, portandosi via gioielli e orologi Rolex, tra cui alcuni modelli “Daytona”. Si muovevano con sicurezza questi banditi, dando l’impressione di conoscere benissimo tanti particolari come, per esempio, l’esistenza in casa di una seconda cassaforte. I banditi si sono fatti aprire anche quella, ma non trovandovi oggetti di valore da lì non hanno portato via niente.

A quel punto i cinque uomini incappucciati, che dall’accento sembravano persone dell’Europa dell’Est, si sono allontanati, ma prima di andarsene hanno ancora una volta minacciato la famiglia Pieroni intimandogli di non chiamare nessuno, altrimenti avrebbero sparato.

I banditi hanno proseguito la loro fuga in auto, in direzione della Valdinievole. Una fuga che non è durata molto, visto che al ponticino in prossimità della rotonda di Macchie di San Piero, a Pescia, hanno perso il controllo della vettura (una Skoda risultata rubata). A quel punto hanno abbandonato l’auto incidentata, ma riuscendo lo stesso a far perdere le loro tracce.

Per tutta la notte è proseguita la caccia dei carabinieri ai banditi. Militari che adesso stanno indagando anche al di fuori dei confini lucchesi (non è escluso, anzi, è molto probabile, che i banditi provenissero da un’altra provincia) per dare un volto a questi criminali. Un gesto che ha sconvolto per tante ragioni, per la violenza di questi uomini, ma anche per il dove hanno colpito. Una rapina messa a segno non in una zona isolata, ma in pieno centro di una frazione popolata come San Salvatore (la casa colpita si trova proprio davanti alla chiesa), e non nel cuore della notte, ma quando il paese è ancora sveglio.

Tante le testimonianze di solidarietà arrivate a Pieroni tra cui quella di Confcommercio: «Nell'esprimere tutta la nostra vicinanza a Giovanni Pieroni, alla moglie e alla figlia intendiamo estendere tale sentimento a tutti gli altri imprenditori che sono stati vittime nel recente e lontano passato di aggressioni e rapine a mano armata. Questi atti di violenza e delinquenza aumentano i nostri timori per il continuo "assedio" a cui sono sottoposti gli imprenditori, che vedono ogni giorno messa a repentaglio la propria incolumità all'interno delle rispettive attività, ma anche nella loro sfera privata».

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