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Rossi (Cgil): no a straordinari con i contratti di solidarietà

Rossi (Cgil): no a straordinari con i contratti di solidarietà

BARGA. Ancora alta tensione su Kme. Secondo il segretario provinciale Fiom Cgil Mauro Rossi «quello che sta accadendo è insostenibile e paradossale.Pur nelle difficoltà di un mercato sempre più...

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BARGA. Ancora alta tensione su Kme. Secondo il segretario provinciale Fiom Cgil Mauro Rossi «quello che sta accadendo è insostenibile e paradossale.Pur nelle difficoltà di un mercato sempre più ristretto gli ordini ci sarebbero e l'azienda avrebbe la possibilità di lavorare ma continua con il ricorso massiccio agli ammortizzatori sociali. Il motivo di questo paradosso risiede nel fatto che non arriva la materia prima per la produzione».

Già nel mese di ottobre - spiega Rossi - «la società ammetteva questa situazione seppur minimizzandola come “contingenti difficoltà di approvvigionamento”. A distanza di cinque mesi la situazione non è assolutamente migliorata, anzi. Tutto ciò non è frutto del caso ma di scelte tanto precise quanto deleterie per il destino dello stabilimento di Fornaci di Barga. Si è scelto (come scrisse la direzione aziendale, sempre a ottobre) di dirottare risorse e materie prime “dove generano valore aggiunto”. Si è scelto cioè la Germania a discapito dell'Italia e di Fornaci di Barga in particolare. In questa situazione da una parte continuano le giornate in cui i lavoratori sono costretti a starsene a casa con un salario ridotto e dall'altra si mette a repentaglio la struttura produttiva complessiva dello stabilimento».

In questo quadro preoccupante la direzione aziendale, dice ancora Rossi «vorrebbe il consenso dei lavoratori ad effettuare prestazioni in regime di flessibilità nelle giornate di sabato. A nostro avviso si tratta di una richiesta irricevibile. I lavoratori non possono continuare a farsi carico delle deficienze organizzative dell'azienda o, peggio, delle sue scelte sbagliate. Con decine e decine di lavoratori in contratto di solidarietà (e non dimentichiamoci dei cento dipendenti inviati sulla montagna pistoiese) il ricorso al lavoro straordinario sarebbe di per sé vergognoso ma è anche poco convincente che si possa lavorare al sabato per sopperire alla mancata capacità organizzativa dell'azienda».

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