Il Tirreno

Lucca

Piccoli ortolani crescono a scuola

di Flavia Barsotti
Piccoli ortolani crescono a scuola

A San Vito via al progetto sui prodotti della terra. Il sindaco si rimbocca le maniche e imbraccia la vanga

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LUCCA. Lavorare la terra per educare i più piccoli all'ambiente e alla corretta alimentazione. È questo lo scopo del progetto "Orti in condotta" promosso dal Comune di Lucca insieme alla Condotta Slow Food Lucca Compitese e orti lucchesi e all'Istituto tecnico agrario Busdraghi, nell'ambito dell'iniziativa "100mila Orti in Toscana".

Un progetto, questo, partito ieri mattina con la realizzazione del primo orto nel giardino della scuola dell'infanzia di San Vito e che, piano piano, coinvolgerà quindici strutture del territorio. Il Comune di Lucca ha aderito come ente sperimentatore ottenendo un finanziamento regionale di 90mila euro. «L'iniziativa consente ai bambini di avere un contatto diretto e formativo con la terra - afferma il sindaco Alessandro Tambellini - In una società dei consumi, dove spesso arrivano sulla tavola prodotti così lavorati che risulta difficile capirne la provenienza, credo sia molto utile l'attività diretta a produrre frutti della terra. Un modo per comprendere meglio il nostro rapporto con il cibo e con l'ambiente che non deve essere pensato semplicemente come qualcosa da sfruttare, ma come un bene da curare». Così ieri mattina, nonostante la giacca, la cravatta e la veste istituzionale, il sindaco si è rimboccato le maniche e, vanga alla mano, ha cominciato a scavare il fazzoletto di terra recintato all'interno del cortile della scuola di San Vito. Ad ascoltarlo e ad osservarlo, i piccoli della struttura, a cui Tambellini ha insegnato il corretto utilizzo degli attrezzi del mestiere, accompagnando passo passo i bambini in questa esperienza.

A fargli da spalla, anche gli assessori Ilaria Vietina ed Enrico Cecchetti. «Dobbiamo ancora decidere cosa pianteremo - affermano gli insegnanti - forse pomodori, zucchine o patate». A dirigere i lavori, il professor Alessandro Giannini del Busdraghi, con l'aiuto di due studentesse della terza A dell'istituto, Lisa Tazioli e Martina Buriani che, nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro, seguiranno gli alunni di San Vito con le coltivazioni. «È bello poter mostrare alle nuove generazioni cosa c'è dietro questo mondo - afferma Lisa Tazioli - insegnare loro ciò che è possibile fare con le mani».

Ventisette, in totale, gli studenti dell'agrario che affiancheranno gli 800 bambini. A dare il proprio contributo, anche genitori e "nonni ortolani", oltre agli insegnanti che hanno quasi concluso un percorso formativo curato da Slow Food. Dopo l'orto della scuola dell'infanzia di San Vito, partiranno, nei prossimi giorni, anche quelli della secondaria di primo grado "Da Vinci", della primaria "Pascoli", dell'infanzia "Il Giardino", della primaria di San Donato, della primaria di San Pietro a Vico e della primaria di Monte San Quirico. A queste, si aggiungeranno poi la secondaria di primo grado "Carducci", la primaria di Sorbano del Vescovo, la primaria "Collodi", la primaria di Sant'Angelo, la primaria di San Michele di Moriano, la primaria "Donatelli" di San Vito, la scuola d'infanzia di Tempagnano, la secondaria di primo grado "Chelini". L'obiettivo è arrivare ad avere in primavera i primi orti attivati dove i bambini potranno assaggiare ciò che loro stessi hanno coltivato.

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