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Lucca

in palazzo ducale

Cinquecento cardiologi a congresso

Cinquecento cardiologi a congresso

Undicesima edizione del meeting con partecipanti da tutto il mondo

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LUCCA. È ormai tutto pronto. E con numeri da record. Da domani sino a sabato, presso la sala Ademollo di Palazzo Ducale, si terrà CardioLucca 2017, il tradizionale meeting, giunto alla sua undicesima edizione, con un ricco e articolato programma che tratterà della moderna innovazione scientifica e organizzativa in Cardiologia. Un’occasione importante per discutere dei progressi nella ricerca cardiovascolare, che proietta la forte realtà della Cardiologia del San Luca di Lucca in una dimensione nazionale e internazionale. “New Frontiers in Cardiovascular Diseases”: questo il titolo del meeting, la cui edizione 2017 si profila come la più ricca, con 90 relatori esperti e oltre 500 medici provenienti da tutta Italia che entusiasti si sono preiscritti al convegno. Tra gli interessanti interventi dei principali specialisti sulla materia, spicca quello del professor Robert Bonow, già presidente dei cardiologi statunitensi, previsto per venerdì 3 marzo in tema di insufficienza cardiaca ischemica.

Così come di estremo interesse saranno i temi trattati nella cura delle malattie cardiovascolari, le più diffuse in occidente che incidono nella misura del 45-50 per cento sulla mortalità globale della popolazione: dalla prevenzione alle sindromi coronariche acute, dalle aritmie allo scompenso cardiaco, dalla cardiologia interventistica coronarica e periferica alla cardiochirurgia.

Una vetrina di altissimo valore scientifico, durante la quale, il presidente del Meeting, professor Francesco Bovenzi direttore dalla cardiologia del San Luca renderà noti, in apertura del convegno, alle 14 di giovedì, gli straordinari successi espressi dalla Cardiologia da lui diretta: prezioso patrimonio scientifico, organizzativo e umano di ampia fruibilità al servizio della cittadinanza. «La nostra virtuosa struttura - commenta Bovenzi - è conosciuta per efficienza e rendimento, lo dimostra la forza dei nostri dati di produttività per i quali siamo diventati un punto di riferimento e un modello culturale per tanti in Italia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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