La protesta
Messa alla prova venerdì la decisione del giudice Nerucci
A far partire le prime indagini sull’operato del comandante erano stati gli esposti presentati da alcuni appartenenti al corpo dei vigili, con cui evidentemente non corre buon sangue. Stavolta,...
A far partire le prime indagini sull’operato del comandante erano stati gli esposti presentati da alcuni appartenenti al corpo dei vigili, con cui evidentemente non corre buon sangue. Stavolta, invece, la procura si è mossa di sua iniziativa e le indagini sono state condotte dall’aliquota di polizia giudiziaria della capitaneria di porto. Probabile che anche in questa circostanza gli spostamenti di Carmignani siano stati monitorati. Si tratta, in pratica, di un’inchiesta analoga a quella avviata a fine 2015. In quel primo filone l’ufficiale è indagato per falso ideologico e peculato d’uso relativo all’auto civetta dal periodo che va da settembre a fine ottobre 2015. Il percorso fatto dalla Grande Punto, utilizzata dal capo della municipale, è stato tracciato dal gps sistemato sotto la vettura dalla polizia giudiziaria dei carabinieri in servizio in procura e per gli inquirenti l’auto sarebbe stata usata da Carmignani fuori dall’orario di servizio e per motivi extra lavoro. Per questo procedimento il comandante, difeso dagli avvocati Enrico Marzaduri e Gioia Crippa, ha chiesto la messa alla prova. Si tratta di un nuovo istituto che, se accettato, comporta la sospensione del procedimento e prevede la formulazione di un piano di attività riparatorie per la parte offesa (il Comune). Se venerdì il giudice Riccardo Nerucci accoglierà l’istanza, non si farà alcun processo: il reato (che quindi sussiste) sarà estinto e il comandante affidato a lavori socialmente utili. (g.p.)
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