Il Tirreno

Lucca

L’amministrazione contraria ad accogliere migranti minori

di Emanuela Ambrogi
Massimo Betti Sindaco di Bagni di Lucca
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Massimo Betti Sindaco di Bagni di Lucca

Il sindaco di Bagni di Lucca teme possibili ripercussioni economiche per gli stabilimenti termali o problemi di ghettizzazione: l’immobile prescelto sarebbe nei pressi della zona termale

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BAGNI DI LUCCA. Migranti minorenni? No grazie, ne abbiamo già anche troppi di adulti e comunque Bagni di Lucca non è un posto adatto ad accogliere bambini e ragazzi, che si troverebbero in pratica in un ghetto gestito da suore, e in un'area che vive del turismo termale, nella quale la presenza dei giovani migranti, si teme, potrebbe creare contraccolpi. Non lo dice apertamente, il sindaco, ma sospetta che l'individuazione del centro di accoglienza risponda non solo a logiche solidaristiche, ma anche a pressioni da parte della Curia sulla Prefettura. Al primo cittadino Massimo Betti non pare proprio che, in questo caso, sia l'integrazione l'obiettivo della richiesta. È questo il concetto di fondo che il sindaco, e l'amministrazione comunale tutta, esprimono al prefetto che chiede alla cittadina termale un altro sforzo per accogliere i migranti. Stavolta però Bagni di Lucca pare proprio pronta a fare le barricate: ha già dato, anche troppo, a differenza di tanti altri Comuni, anche più grandi e popolati. Ecco cosa risponde al prefetto il sindaco, che si ricandida alla guida del Comune alle elezioni di primavera e che è pronto a fare del "no" il suo cavallo di battaglia, anche per non perdere voti. «Una strana e continua pressione - si legge nella lettera - viene fatta dalla prefettura all'amministrazione di Bagni di Lucca per accogliere altri migranti in una specifica struttura di Bagni Caldi. Una anomalia di interessi specifici legati alla gestione religiosa di questa struttura, che ha messo in moto pressioni da questo settore. È sorprendente come i territori affrontino questo problema non con obiettività e buon senso ma secondo interessi di parte. I comuni toscani sarebbero tenuti ad ospitare un migrante ogni 600 abitanti. Il Comune di Bagni di Lucca, che ha una popolazione di 6100 abitanti, ne ha ereditati diversi dalla passata amministrazione, ma ha saputo gestire con equilibrio anche nuovi arrivi, integrandoli senza creare una concentrazione numerosa in una sola struttura che inattiverebbe l'integrazione creando ghettizzazione. «Con un numero di 43 migranti - prosegue la lettera - abbiamo dato prima e più della maggior parte dei Comuni toscani, con una convenzione attivata da questa amministrazione che permette a questi giovani di fare gratuitamente lavori di pubblica utilità. Pochi mesi fa siamo dovuti intervenire per evitare l'arrivo di un numero elevato di migranti nella frazione di Lugliano. Un arrivo che avrebbe creato una sproporzione nel rapporto migranti/abitanti, e che avrebbe portato la situazione fuori controllo».

Di più, dice Betti, Bagni di Lucca non può e non vuole fare: «Rifiutiamo l'arrivo a Bagni Caldi di qualche decina di migranti minorenni. Un luogo inadatto ad ospitare dei ragazzi: privo di spazi, prati, zone gioco, una sola piazzetta minuscola in discesa utilizzata come parcheggio dagli ospiti del centro termale. Chi conosce Bagni Caldi non fatica a capire come non sia possibile questa convivenza. Gli stabilimenti termali, cuore di Bagni di Lucca ne risentirebbero in termini economici. Difficile immaginarli poi i ragazzi sereni e tranquilli prigionieri in una struttura gestita da suore, tra rosari e stanze chiuse. L'accoglienza dovrebbe mirare all'integrazione e non alla ghettizzazione, alla civile convivenza e non al mero guadagno. Alcuni nostri migranti partecipano a associazioni musicali, ad enti assistenziali, si sono iscritti a corsi formativi come quello della scuola del figurinaio. Come amministrazione il nostro è un "no" deciso e faremo di tutto per opporci a questa forzatura. Nell'interesse della cittadinanza, dello sviluppo economico, e anche - conclude - di coloro che fossero forzati a vivere in un ambiente inadatto».

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