La protesta
sarà presentato un esposto Scalino di sei centimentri per la fontana, di otto per accedere alle panchine,
rampa non a norma nel sottopasso di via Ingrillini: la denuncia di Passalacqua
LUCCA. Otto centimentri separano i cittadini con difficoltà motorie, costretti su una sedia a rotelle, dal poter accedere alla panchina sulle mura. Sei centimetri invece è il dislivello che rende inaccessibile a un disabile con difficoltà motorie la fontana costruita sempre sulle mura, nei pressi del baluardo San Donato. «Perchè è così difficile pensare a non costruire barriere che possono limitare la mobilità di alcune persone? Perché non vengono rispettate le leggi vigenti?». A domandarselo (e a domandarlo all’amministrazione comunale) è Domenico Passalacqua, cittadino lucchese portatore di disabilità, mai stanco di denunciare le difficoltà che esistono per tante persone a condurre, nonostante gli impedimenti fisici, una vita normale.
Questa volta la sua attenzione si è rivolta a opere oltretutto di recentissima costruzione, come la fontana sul baluardo San Donato e le panchine collocate lungo la passeggiata delle mura urbane. Lavori a regola d’arte dal punto di vista estetico, in perfetto accordo con le prescrizioni della Soprintendenza. Ma non rispondenti alle esigenze dei disabili.
«Feci presente la questione della fontana, costruita nell’estate dell’anno scorso, all’assessore di riferimento già a settembre 2016 - spiega oggi Passalacqua -. Mi fu chiesto di mandare una segnalazione scritta. Ma non ho mai ricevuto risposta. Trattandosi di lavori che all’epoca erano praticamente in corso di realizzazione, completarli con una piccola discesa di cemento sarebbe stato semplice. Per un disabile in carrozzina un dislivello di sei centimetri è una barriera insormontabile. Non a caso la legge vigente in materia di barriere architettoniche, la 68 del ’92 consente uno spessore massimo del dislivello pari a due centimetri e mezzo».
Lo stesso problema di inaccessibilità Passalacqua lo ha riscontrato per «quasi tutte le panchine collocate sulle mura dopo aver ridisegnato la carreggiata. Otto centimetri di dislivello equivalgono a un vero e proprio scalino: ci si poteva fare una stradina di accesso ad esempio».
Intanto, in giornata di oggi, sempre Passalacqua annuncia che protocollerà negli uffici comunali preposti «un esposto relativo al sottopasso di via Ingrillini, per evidenziare un’anomalia che ho riscontrato nella costruzione delle rampe per disabili, e soprattutto in quella più lunga, di circa 70 metri. Chiederò che venga allungata, in modo da poterci ricavare “piani di riposo” previsti per legge ogni dieci metri in questi casi. È impensabile che un disabile in carrozzina possa percorrere aiutando le ruote con le braccia un tratto di questa lunghezza senza mai fermarsi. Nemmeno le rampe più piccole, a dire il vero, rispondono alla normativa vigente. Ma per queste credo ci siano pochi margini di intervento per via della struttura, di come è stata costruita. Consegnerò una copia dell’esposto anche al comando provinciale dei carabinieri».
Passalacqua non è nuovo a queste battaglie per i diritti dei disabili. Si è battuto anche per la regolarità degli accessi della rotatoria davanti porta Elisa e degli stalli per i disabili in via Castracani: qui sono stati poi realizzati scivoli adeguati».
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