La protesta
La multinazionale H&M vuole sbarcare a Lucca
Occhi puntati sulla possibile sede: l’ex Crl in piazza San Michele
LUCCA. Un’altra multinazionale dell’abbigliamento, accessori e bigiotteria mostra interesse per il centro storico di Lucca. Si tratta di H&M (Hennes & Mauritz srl), colosso svedese con 4.379 negozi censiti in tutto il mondo al 31 dicembre 2016 (erano 3.957 alla fine del 2015).
Poche settimane fa, è confermato, c’è stato l’ultimo sopralluogo nel centro cittadino ad opera di professionisti che operano per nome e per conto della società fondata nel 1947 a Vasteras in Svezia (in Italia oggi risulta essere presente in diciassette regioni per oltre 150 punti vendita in totale, tra cui quelli di Pisa e Firenze).
In passato, è noto che alcuni sopralluoghi fossero stati compiuti da parte della multinazionale per occupare l’ex palazzo della pretura nella Loggia dei Mercanti che si affaccia su via Fillungo: affare evidentemente non andato a buon fine visto che da settembre 2013 l’edificio è sede della boutique e concept store su tre livelli Vela Massimo Rebecchi di Gianni e Daria Rebecchi. Ma le mire della multinazionale svedese (che negli anni ha stretto sodalizi anche con blasonate case di alta moda per aumentare il livello di qualità e il suo appeal) altrettanto evidentemente non si smorzarono dopo quella trattativa non andata in porto.
Più di recente nelle sue mire risulta essere entrato il palazzo ex sede della Cassa di Risparmio di Lucca (oggi Banco Bpm) con l’affaccio su piazza San Michele angolo via San Paolino al cui piano terra si trova attualmente il boxoffice per manente del Summer Festival (vuoti invece i piani restanti). Un edificio, tra l’altro, che da tempo si trova sul mercato immobiliare, a disposizione anche per la vendita.
Una location senza dubbio di grande prestigio: per posizione strategica in uno dei migliori punti di confluenza del centro storico, che potrebbe intercettare oltretutto in modo diretto il flusso turistico da via San Paolino (utilizzato dai gruppi che arrivano dalle fermate dei bus di piazzale Verdi).
Un’ulteriore prova che Lucca continua a piacere molto alle catene internazionali. È degli ultimi giorni infatti anche la notizia, anticipata dal Tirreno, che un altro franchising troverà posto anche in via Santa Croce: si insedierà al posto della storica Ferramenta Rossi, in procinto invece di trasferirsi a Sant’Anna. Una decisione, in questo caso, maturata per via della constatazione di come il centro sia diventato troppo faticosamente accessibile: non è certo il primo caso quello della Ferramenta Rossi in cui un negozio storico abbandona il centro per le zone adiacenti perché la sua clientela ha difficoltà a raggiungerlo (poco più di un anno fa per lo stesso percorso optò il negozio storico di biancheria personale Giribon, trasferitosi da via Roma a Borgo Giannotti). Al posto della ferramenta arriverà un negozio di biancheria per la persona di un brand assorbito dal gruppo Zara, altra multinazionale di abbigliamento e accessori ma di origine spagnola.
Inoltre, in molti attendono di conoscere chi sarà il nuovo inquilino di un altro fondo dalla collocazione eccezionale rimasto vuoto da poche settimane: si tratta dell’ex bar Pult in via Fillungo angolo Loggia dei Mercanti: le indiscrezioni che circolano riportano del futuro arrivo qui di un ulteriore franchising.
Una sequenza di fatti analoghi che fa riflettere su una nuova identità che si va sempre più affermando del centro storico (la presenza di franchising e multinazionali, appunto) a dispetto di quella del commercio di tradizione su cui Lucca ha costruito la sua storia e la sua fortuna. Al centro una questione che invece di smorzarsi si accentua, ovvero la consistenza degli affitti, che per i fondi del centro storico, in particolare nei punti di maggior pregio, sono altissimi, alla portata quasi esclusiva di multinazionali a dispetto del commercio di tradizione, dei negozi singoli e a conduzione il più delle volte familiare con il supporto di pochi commessi. Queste attività, attraverso le associazioni di categoria, da anni chiedono alle amministrazioni di poter beneficiare di sgravi su tasse e imposte per avere più chance di andare avanti.
Una situazione complicata sulla quale si richiede di intervenire. Piano delle funzioni, piano del commercio per il centro storico, regolamenti rimasti arenati dentro gli uffici comunali: tutte questioni da prendere in esame per trarre una linea da seguire.
Negli ultimi giorni Confcommercio è tornata sulla questione dei nuovi arrivi di franchising a discapito dei negozi di tradizione: l’associazione con sede in Palazzo Sani è tornata a chiedere con insistenza un progetto mirato per il centro storico, per migliorare la sua accessibilità, ha chiesto di rivedere il sistema dei varchi che a suo avviso contribuiscono a scoraggiare la gente ad andare in centro storico.
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