Toscana
Tambellini riparte: «L’intesa? Un sistema per pensare il futuro»
Il sindaco: non mi sono mai sentito commissariato Parrini e Rossi saranno solo personalità di garanzia
LUCCA. Sindaco, si è mai sentito “commissariato” dopo l’intesa col Pd regionale per la sua ricandidatura? «Mai e poi mai, non scherziamo. Ci mancherebbe altro. Il fatto è che bisogna uscire dagli schemi che sono stati impostati. Bisogna darsi un sistema di lavoro per i prossimi anni. L’intesa è un fatto importante: perché è importante saper cogliere i problemi e portarli a soluzione in tempi giusti».
Alla fine di una giornata campale, la prima dopo la fumata bianca sulla sua ricandidatura, Alessandro Tambellini liquida con queste parole una domanda “scomoda”, che equivale però anche a un pensiero che negli ultimi giorni ha attraversato la mente di molti interessati alla politica lucchese, e non solo suoi avversari dichiarati, che ne stanno facendo un cavallo di battaglia per le loro campagne elettorali. È un pensiero che ha attraversato anche persone del suo stesso partito. Anche perché non è successo spesso che dovesse essere il vertice regionale del partito a prendere le redini di una situazione litigiosa che rischiava di mandare a carte e quarantotto un lavoro politico di anni, dando un’immagine negativa complessiva, qualunque candidato sindaco alla fine fosse stato deciso.
Tambellini però rinvia al mittente ogni illazione. Di inciuci, prevaricazioni fiorentine e simili supposizioni non vuole sentirne parlare. Anzi, nonostante tutto (e tutti), dichiara spassionato che «mi sento bene e mi sono sempre sentito bene. L’intesa mi fa piacere, perché significa la ricomposizione del Pd; è stata una ricerca fruttuosa di unità all’interno del partito».
Ci sono stati giorni, anzi settimane, di tensione, però.
«Acqua passata non macina più. Il passato è passato. Ora bisogna pensare a fare il nuovo. Bisogna lavorare tutti insieme. Colgo l’occasione per ringraziare tutti: il presidente della Regione Enrico Rossi, il segretario regionale del Pd Dario Parrini, il commissario Stefano Bruzzesi; ringrazio anche Stefano Baccelli. Con il loro apporto si è archiviato un fatto di grande rilevanza. Ora bisogna calibrare tutto per mettere a sistema il programma. Ma devo anche completare il lavoro di questi cinque anni: abbiamo fatto una quantità enorme di cose e alcune sono adesso in chiusura».
Nell’annunciare l’intesa per la sua ricandidatura, Parrini ha scritto che il Pd regionale assumerà la diretta responsabilità delle scelte di fondo non raggiunte in modo consensuale per la sua ricandidatura. In cosa consisterà questa supervisione?
«Parrini e Rossi saranno solo personalità di garanzia. Tutti saranno rappresentati e collaboreranno. Nessuno sarà messo ai margini. E comunque non si è mai trattato, come è stato detto e scritto in questi giorni, di una questione di numeri. Non si è mai parlato di posti. È stato un percorso finalizzato a fare bene le cose. La vita politica spesso si basa su criticità che dobbiamo risolvere. E io adesso, per esempio, voglio pensare a come risolvere il problema della disoccupazione, a creare occasioni di lavoro per chi non ce l’ha. Il tema del lavoro sarà quello predominante del mio programma elettorale».
Il commissario Bruzzesi ha detto che forse se fosse arrivato prima a Lucca, molte difficoltà si sarebbero potute evitare. Cosa ne pensa?
«Se i conflitti quando ci sono si affrontano, tutto diventa più semplice. L’unità è un valore».
A cosa si dedicherà in questa ultima parte di mandato, oltre che a stilare con i suoi il nuovo programma elettorale?
Mi dedicherò alle periferie: c’è una massa ingente di denaro che sta arrivando per le periferie. C’è il progetto del quartiere Giardino, a Pontetetto, da concludere; c’è da dare il via alla gara per il Carmine. E vogliamo anche avviare la ristrutturazione di Palazzo Guinigi: vediamo in che tempi arriveranno i finanziamenti. Mi dedicherò molto nel futuro a impostare il lavoro sulle frazioni, San Vito e San Concordio in primo luogo. E un’altra cosa: voglio portare a compimento il lavoro per portare le fognature nell’Oltreserchio. Mi piacerebbe davvero essere quello che alla fine è riuscito in questa impresa».
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