La protesta
Espulso dopo le condanne per lesioni e spaccio
LAMMARI. Nella sua quasi ventennale permanenza, peraltro con ingresso illegale, nel territorio italiano e nella fattispecie nel Comune di Capannori si è macchiato di numerosi reati: dallo...
LAMMARI. Nella sua quasi ventennale permanenza, peraltro con ingresso illegale, nel territorio italiano e nella fattispecie nel Comune di Capannori si è macchiato di numerosi reati: dallo spaccio di sostanze stupefacenti al pestaggio di uno studente minorenne. La Giustizia è lenta, ma inesorabile e alla fine per Edmond Skhurti, 32 anni, albanese residente a Lammari, è arrivato il provvedimento di espulsione dal territorio dello Stato. Un provvedimento eseguito ieri mattina dalla questura di Lucca i cui agenti hanno accompagnato Skhurti alla frontiera. Un'espulsione, scaturita anche dagli approfondimenti svolti dagli operatori dell'ufficio immigrazione, è stata adottata per la «gravità e la reiterazione dei reati commessi, che hanno generato grave allarme sociale» spiega la questura. Ma di quali reati si era macchiato l’albanese? Nel 2009, assieme a un romeno e un nordafricano, era stato arrestato dalla polizia in seguito al pestaggio di uno studente di 17 anni residente nella Media Valle del Serchio. Pugni, calci e botte anche quando era a terra e incapace di difendersi. Con il ragazzo minorenne che riportò ferite giudicate guaribili in 25 giorni. La vicenda si verificò fuori dalla discoteca Skylab di Piano di Coreglia e a scatenare la furia dell’albanese e dei suoi amici un rimprovero dello studente. Skhurti patteggiò a 9 mesi di reclusione. Due anni dopo l’albanese venne condannato a 4 anni e 4 mesi di reclusione in abbreviato per spaccio di stupefacenti nell’ambito dell’inchiesta Small Temple 2 condotta dalla squadra Mobile che permise di stroncare un traffico di droga.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
