Gioco
Migranti, è scontro tra Comune e prefettura
Alla tendopoli ci sono ancora 205 profughi. Sichi accusa palazzo Ducale di non rispettare i patti
LUCCA. Tendopoli delle Tagliate, scoppia la polemica tra Comune e prefettura. Sono ancora 205 i migranti ospitati nel centro gestito dalla Croce rossa. Un numero troppo elevato, che ha mandato su tutte le furie l’assessore Antonio Sichi: «Nonostante le rassicurazioni della prefettura non ci siamo. Nel mese di dicembre avevamo concordato un piano di alleggerimento che prevedeva il trasferimento di 40 migranti in altri Comuni della provincia con l’obiettivo di portare a 150/160 gli ospiti nella tensostruttura gestita dalla Cri. Invece si apprende che nell'unica tendopoli della Toscana oggi si trovano ancora alloggiati 205 profughi. Il comune di Lucca ha in questo momento nel proprio territorio 425 richiedenti asilo, il doppio di quelli previsti nell'ultimo accordo tra governo e Anci. Concentrare 200 persone in un unico posto non fa parte del sistema toscano ed è sconsigliato da tutti. Per noi – prosegue Sichi – l'accoglienza non è solo una questione di numeri, ma è principalmente quello di farla secondo un modello qualitativamente diverso che vada oltre il livello minimo stabilito».
Ora la palla passa a palazzo Orsetti che in questi giorni dovrà decidere se aspettare ancora o prendere una posizione forte e decisa. Qualcuno fa notare che il campo della Cri sorge su un terreno destinato alla protezione civile. Per installarvi una tendopoli come quella in essere, occorre attivare una procedura di emergenza che prevede uno specifico protocollo (ad esempio l’apertura del Coordinamento operativo comunale) e soprattutto richiede la sussistenza di determinate condizioni di eccezionalità. Ma il protocollo non è mai stato seguito e ad oggi è difficile sostenere che quella dei migranti sia ancora un’emergenza. Il Comune potrebbe forzare la mano e chiedere la chiusura della tendopoli, ma la prefettura avrebbe il potere di agire di imperio. A quel punto, però, ci sarebbe da chiedersi perché lo fa in un Comune che ha già fatto la sua parte in tema di accoglienza (Lucca rispetta il nuovo parametro del 2,5 per mille anche senza le Tagliate) e non nei territori che sono sotto quota. Resta poi sul tavolo la questione dei due nuovi mini-hub da 30-40 posti: la prefettura ci lavora da mesi ma il giochino dell’attesa alla fine stanca.
L’amministrazione avrebbe anche un’altra possibilità per farsi valere: per incentivare l’adesione delle amministrazioni comunali alla Rete Sprar (quella della seconda accoglienza) il governo ha previsto la cosiddetta “clausola di salvaguardia”: in base ad essa, nei territori che rispettano i nuovi parametri di accoglienza stabiliti tra Anci e governo, l’esecutivo si impegna a non aprire altre strutture senza l’avallo delle amministrazioni locali. In pratica, se Lucca aderisse alla rete Sprar in prima persona (ora lo fa, ma attraverso la Provincia) potrebbe chiedere il rispetto della clausola e a quel punto la prefettura dovrebbe spostare la tendopoli altrove. Difficile che si arrivi a questo punto: l’amministrazione è sensibile al tema dei migranti e ci tiene a fare la sua parte con coscienza e umanità. Ma in questa partita a poker è bene far sapere quali carte si hanno in mano.
Gianni Parrini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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