In provincia arrivano altri 250 migranti
Intanto la prefettura comunica al Viminale il numero dei profughi ospitati. Serve a stabilire il bonus spettante ai Comuni
LUCCA. Accoglienza, in arrivo soldi e nuovi migranti. Sono queste le novità emerse nell’incontro svoltosi martedì a Firenze, a cui ha partecipato il prefetto di Lucca Giovanna Cagliostro. Due i temi all’ordine dell’giorno: il “bonus gratitudine” per i Comuni che hanno aperto le porte ai richiedenti asilo e i nuovi parametri per l’accoglienza, stabiliti in un accordo siglato a dicembre tra Anci e governo.
Bonus gratitudine. Come anticipato alcuni giorni fa, i Comuni che impegnati nell’accoglienza riceveranno 500 euro per ogni migrante ospitato. Domani la prefettura di Lucca girerà al ministero dell’interno i dati sui profughi presenti nei Comuni della Provincia alla data del 22 ottobre, giorno in cui è stato emanato il provvedimento che contiene cosiddetto il bonus gratitudine. Una volta raccolte tutte le informazioni, il Viminale definirà le modalità di ripartizione delle risorse (100 milioni di euro) alle amministrazioni locali, nel limite massimo di 500 euro per richiedente protezione. Nella infografica qui a fianco abbiamo riportato i soldi che dovrebbero arrivare nelle casse dei Comuni della nostra provincia. Il numero di migranti ospitati è aggiornato al 15 novembre ed è molto vicino a quello su cui si baserà il ministero. In totale le risorse destinate al nostro territorio sfiorano i 600mila euro. La sola Lucca percepirà oltre 200mila euro visto che nel conteggio, oltre ai richiedenti asilo presenti nei Cas (Centri accoglienza straordinaria) dovrebbero essere considerati anche gli ospiti della tensostruttura delle Tagliate. Queste risorse, stanziate col decreto 193/2016, non sono vincolate e le amministrazioni potranno impiegarle a loro piacimento. Si ribalta, dunque, l’idea che i migranti siano un costo per i Comuni.
Altri 250 migranti. L’altro tema trattato nell’incontro di Firenze riguardava i nuovi parametri per l’accoglienza. Fino allo scorso anno ci si basava sull’indicazione fornita dalla Regione Toscana: 1 migrante ogni 600 abitanti. Ma visto che la soglia è stata superata (almeno in provincia di Lucca) e gli arrivi proseguono, si è dovuto rimettere mano alla materia. I nuovi parametri sono frutto di un accordo raggiunto tra il governo e l’associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci). Le nuove regole sono contenute in una direttiva emanata dal Viminale: prevedono una quota di 2,5 migranti ogni 1.000 abitanti. Fanno eccezione i piccoli Comuni (da 0 a 2.000 abitanti) che devono ospitare 6 migranti caduno e le città metropolitane (1,5 ogni mille). I calcoli sono più complessi di come appaiono, perché occorre prendere in considerazione la quota di ripartizione regionale (alla Toscana tocca l’8% degli arrivi sul suolo italiano) e quella provinciale (a Lucca spetta il 10% di quelli assegnati al Granducato). Il ministero ha inviato alla prefettura di Lucca una bozza elaborata sulla base delle nuove regole: accanto a ogni Comune è indicato il numero di migranti che dovrà ospitare. Il documento non è stato diffuso, ma la cifra complessiva indicata per la nostra provincia è di 1.449 profughi. 250 in più di quelli presenti attualmente. Che oltretutto non sono distribuiti in maniera equa. Lucca, ad esempio, è quasi in regola (mancano poche unità), mentre la Versilia è sotto quota e la Valle è in surplus. C’è poi la questione dei piccoli paesi: secondo i nuovi parametri non potrebbero ospitare più di 6 profughi caduno. Ma in Garfagnana ci sono diverse amministrazioni sotto i 2.000 abitanti che sono ben al di sopra di questa soglia: si tratta di Castiglione (20 migranti), Villa Basilica (16), Fabbriche di Vergemoli (49) e Vagli sotto (20). Dalla prefettura spiegano che se i sindaci sono d’accordo, si potrà continuare a derogare.
Comuni verso lo Sprar. L’accordo fra Anci e governo prevede anche la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, uno strumento che vuole incentivare le amministrazioni ad aderire alla rete Sprar, quella della “seconda accoglienza” che tra le altre cose offre maggiore garanzie di inserimento del soggetto nel contesto sociale. hanno già ricevuto una qualche forma di protezione umanitaria. I Comuni che entreranno nello Sprar avranno garantito il rispetto di una quota di 2,5 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti. Significa che le prefetture non potranno aprire senza il loro consenso altri centri accoglienza sul territorio. Non è cosa da poco: finora la maggior parte degli accolti in provincia di Lucca sono confluiti nei Cas (983) e non negli Sprar (83). Questi ultimi sono sotto il controllo delle prefetture che si affidano a privati (per i locali) e alle cooperative (per la gestione dei migranti). I Comuni, in pratica, non hanno voce in capitolo. Entrando in Sprar, invece, sarebbero coinvolti direttamente nell’accoglienza e potrebbero opporsi alle apertura di nuove strutture.
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