La protesta
Ispezione dei Nas al pronto soccorso
I militari del reparto speciale di Livorno al San Luca per fare verifiche su organizzazione e struttura. Acquisiti i documenti
LUCCA. Dopo le lamentele dei cittadini per le ore di attesa, le proteste del personale per i carichi di lavoro e la preoccupazione delle istituzioni per il livello del servizio, ora sul pronto soccorso dell’ospedale San Luca si posano gli occhi delle forze dell’ordine. Ieri mattina i Nas di Livorno hanno bussato alle porte della struttura di emergenza urgenza del monoblocco di San Filippo. Due-tre ore all’interno del reparto per osservare la situazione e controllare i documenti. In particolare autorizzazioni e accreditamenti, ovvero le relazioni di valutazione sistematica e periodica previste dalla normativa regionale, il cui obiettivo è quello di verificare la sussistenza di determinati requisiti. Requisiti che riguardano le condizioni strutturali, organizzative e di funzionamento che influiscono sulla qualità dell'assistenza. Non risulta che siano state contestate irregolarità, ma parte del materiale è stato acquisito e sarà controllato con cura a Livorno.
Ufficialmente si è trattato di una visita di routine, non collegata all’emergenza di questi giorni, dove il picco influenzale ha fatto aumentare i tempi di attesa per i pazienti. Tutt’al più – mormorano i bene informati – è stato un sopralluogo collegato ai controlli eseguiti in tutta Italia dopo i fatti del pronto soccorso di Nola, dove i pazienti attendevano le cure sdraiati per terra. Al momento, però, non risulta che i Nas di Livorno abbiamo fatto controlli in altri ospedali della Toscana. Di sicuro l’arrivo dei nuclei speciali dell’Arma ha destato una certa inquietudine nel personale, tant’è che nel pomeriggio è stata diramata una nota interna per tranquillizzare medici, infermieri e oss.
La visita dei Nas arriva in un momento delicato per il pronto soccorso: da giovedì è in atto la riorganizzazione della struttura voluta dall’azienda sanitaria. Un “taglio” della medicina d’urgenza che aumenta di 18 posti la disponibilità dell’area medica (da 128 a 146) e mette più personale a disposizione degli utenti in arrivo al pronto soccorso. L’obiettivo è ridurre i tempi di attesa per i ricoveri e migliorare la qualità del servizio. In molti però sono scettici: la riorganizzazione è stata decisa unilateralmente dall’Asl e mal digerita dal personale.
Fra tre mesi verrà fatta una verifica. La speranza è che possa dare buoni frutti e migliorare una situazione che nelle ultime settimane è diventata intollerabile: cittadini lasciti per 20 e passa ore su una barella in attesa di un posto letto. Alcuni pazienti, quelli in condizioni estremamente critiche e per i quali c’era più da fare, sono addirittura deceduti in questa lunga attesa, sotto gli occhi attoniti dei parenti.
Alla ormai acclarata carenza di personale (mancano tre medici e il primario è assente da oltre due anni) nell’ultimo periodo si è aggiunto l’allarme febbre. Il picco influenzale ha fatto aumentare i casi complessi (codici rossi e gialli). Nelle persone anziane e con patologie croniche il virus può portare delle complicazioni assai gravi che mettono il malato in pericolo di vita. Si è mossa anche la politica: nei giorni scorsi il presidente della Provincia Luca Menesini ha fatto un sopralluogo nella struttura per rendersi conto di quello che sta accadendo. Il sindaco di Lucca Alessandro Tambellini, invece, ha chiesto la convocazione della conferenza dei sindaci per affrontare la questione. Dopo la visita dei Nas ci sarà un argomento in più da affrontare.
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