Il Tirreno

Lucca

Via alla rivoluzione 10 letti per i ricoveri

di Gianni Parrini
Via alla rivoluzione 10 letti per i ricoveri

Da giovedì un medico e 2 infermieri in più. Menesini in visita

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LUCCA. Pronto soccorso, giovedì scatta la riorganizzazione: il “taglio” della medicina d’urgenza porta in dote 10 letti nell’area medica. Consentiranno di velocizzare i ricoveri. Inoltre la rimodulazione libera un medico e due infermieri: saranno impiegati nella frontline del pronto soccorso. È questa la notizia emersa nella visita che il presidente della Provincia Luca Menesini ha voluto fare nella struttura di emergenza urgenza del San Luca, per tastare con mano i disagi di cui fanno le spese i cittadini, costretti anche per 20 ore su una barella. Per non parlare del personale della struttura, che in questo periodo, a causa del picco influenzale, è costretto ad autentici tour de force. Anche ieri la situazione era da brividi: alle 15 c’erano 11 codici rossi, 37 pazienti in visita e 22 in attesa.

Quella di Menesini è una visita rapida: non vuol dare fastidio al personale in servizio e tantomeno a chi è in attesa di cure. Desidera solo valutare di persona la situazione. E la situazione di questi giorni, come noto, non è delle migliori. Appena arrivato il presidente viene riconosciuto da una signora che assiste un parente: «Guardi, qui è il caos – dice l’anziana – Non ci sono posti letto e ci lasciano su una barella per giorni». Menesini si avvicina, si informa e scuote il capo. Poi si intrattiene per pochi minuti con i medici. Ad accoglierlo c’è la dottoressa Michela Maielli, fresca di nomina a responsabile del presidio. «Siamo in una fase particolare – spiega il medico – Gli accessi sono più o meno nella media (circa 170 al giorno), ma l’influenza sta facendo aumentare i casi complessi, quelli che impegnano maggiormente il personale creando lunghe attese». Di per sé la febbre non sarebbe un grosso guaio: ma quando attacca anziani o malati cronici spesso si presentano complicazioni che mettono il paziente in fin di vita. E così si va al pronto soccorso. «Gran parte dei codici rossi – spiega la dottoressa Fabiana Frosini, responsabile della struttura – non sono dovuti a incidenti stradali, infortuni sul lavoro o traumi contusivi. Si tratta per lo più di anziani con problemi respiratori o cardiocircolatori spesso aggravati dall’influenza». Si toccano vari argomenti: dalla carenza di personale, agli accessi impropri, passando per la questione dei malati terminali e della correlazione tra malattie respiratorie e qualità dell’aria nella Piana.

Menesini ascolta, poi si informa sui cosiddetti “destini”, i pazienti lasciati in barella al pronto soccorso in attesa che si liberi un posto per il ricovero. «Purtroppo l’ospedale è pieno, non ci sono letti disponibili – spiega la dottoressa Maielli, che poi dà una notizia – Da giovedì parte la riorganizzazione voluta dall’Asl per superare le difficoltà: la medicina d’urgenza verrà ridotta, rimarranno solo 4 letti di sub-intensiva sistemati nell’Obi (dove vanno i pazienti che devono rimanere in osservazione per non più di 72 ore, ndr). Questo ci permetterà di ricavare 10 letti in più nell’area medica e di velocizzare il ricovero dei “destini”. Inoltre un medico e due infermieri finora impegnati in medicina d’urgenza saranno utilizzati nella frontline del pronto soccorso per dare maggiore assistenza. I sindacati giudicano il piano inefficiente? Io sono convinta del contrario, in ogni modo tra tre mesi faremo un primo bilancio e vedremo».

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