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Artificiere ferito e beffato: spese a carico

Artificiere ferito e beffato: spese a carico

Lo Stato non pagherà il decorso post operatorio Aperta una sottoscrizione pubblica

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ALTOPASCIO. Lo Stato non pagherà le spese sanitarie per Mario Vece, l’artificiere di 39 anni residente ad Altopascio e che in passato ha vissuto a Castelfranco di Sotto, che a Capodanno è rimasto gravemente ferito nel disinnesco di un ordigno piazzato a Firenze davanti a una libreria collegata a CasaPound. Al poliziotto, infatti, saranno “passati” l’intervento e le cure in ospedale. Ma non quello che verrà dopo, come eventuali riabilitazioni e protesi ad hoc.

Il caso è stato sollevato da Antonio Lanzilli, segretario provinciale di Firenze del sindacato di polizia Siulp, al quale anche Vece è iscritto. Lanzilli ha anche annunciato che è stato aperto un conto corrente «perché p ossa essere avviata una gara di solidariet per la raccolta delle risorse economiche da destinare alle costosissime cure che dovr affrontare».

Come si sia arrivati a una situazione che ha dell’assurdo lo spiega l’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi: «Esiste un problema oggettivo che dipende non dalla sanità pubblica, ma da come sono inquadrati i militari e le forze dell’ordine per quanto riguarda gli incidenti sul lavoro». In sostanza, la “giurisdizione” per questi drammatici eventi è sottratta all’Inail, l’istituto che si occupa di incidenti sul lavoro per tutti gli altri dipendenti pubblici.

Non si tratta di un aspetto sconosciuto della giungla legislativa e regolamentare italiano. Lo stesso “fenomeno” avviene per i militari che si sono ammalati e morti a causa dell’uranio impoverito. Ora c’è una proposta di legge, presentata dal deputato Pd Gian Piero Scanu e firmata da altri 160 deputati, che prevede per l’appunto il passaggio di questi casi sotto l’Inail.

Finché non sarà cosi, però, i casi come quelli dei militari decimati dall’uranio impoverito e come quello di Mauro Vece, rimasto mutilato della mano sinistra e con gravi lesioni a un occhio, non potranno essere affrontati come dovuto. A loro, infatti, la sanità pubblica assicurerà le cure al momento dell’arrivo in ospedale, l’intervento (o gli eventuali interventi) e una prima riabilitazione. Tutte le altre spese saranno però a carico del poliziotto, al contrario di quanto avviene per chi ha una copertura Inail.

Ad aggravare la situazione, come ha spiegato il sindacalista del Siulp, il fatto che «per un poliziotto che si infortuna in servizio non è prevista nessuna polizza assicurativa». Nemmeno per chi, come Vece, ha un compito molto rischioso: il contratto non lo prevede e proprio per questo i sindacati spingeranno per inserire questa clausola fin dal prossimo rinnovo.

Per il momento, «attraverso il legale del Siulp, avvocato Massimiliano Annetta - ha proseguito Lanzilli -, è stata presentata la richiesta di costituzione di parte civile, sia per la famiglia di Mario che per il Siulp di Firenze, nel processo che ci auguriamo possa tenersi dopo che saranno assicurati alla giustizia gli autori del gesto». Al legale anche il mandato di procedere per diffamazione contro coloro che hanno offeso l’artificiere ferito, soprattutto con commenti postati su Internet e sui social network.

L’agente di polizia è ancora ricoverato al Cto di Firenze e, nel pomeriggio di ieri è stato nuovamente operato per ridurre il danno all’occhio. Accanto ha la moglie, che non l’ha mai lasciato solo. Vicino, la stima e l’affetto dei colleghi e di tanti cittadini.

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