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nuova organizzazione

Troppi ricoveri per l’Asl i protocolli sono da rivedere

LUCCA. Caos al pronto soccorso, la prossima settimana parte la riorganizzazione della struttura voluta dall’azienda sanitaria (ma mal digerita da lavoratori e sindacati). Nel mirino la percentuale di...

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LUCCA. Caos al pronto soccorso, la prossima settimana parte la riorganizzazione della struttura voluta dall’azienda sanitaria (ma mal digerita da lavoratori e sindacati). Nel mirino la percentuale di ricoveri, più alta rispetto a quella degli altri ps della Asl nord ovest.

Sono giornate convulse alla struttura di emergenza urgenza dell’ospedale San Luca. Continuano ad arrivare testimonianze da incubo di cittadini costretti a rimanere anche per 26 ore su una barella in attesa di un posto letto all’Obi (osservazione breve intensiva). Alle 20 di ieri la situazione era ugualmente caotica: 29 pazienti in sala d’attesa e 33 in visita con ben 9 codici rossi in corso. Un trend che non accenna a migliorare, anzi. La pandemia di questi giorni non fa che peggiorare la situazione, aumentando gli afflussi e la complessità dei casi (l’influenza crea complicazioni molto serie in anziani e malati cronici). La prossima settimana prenderà il via la riorganizzazione della struttura decisa unilateralmente dall’azienda sanitaria. Le novità principale riguarda la rimodulazione della medicina d’urgenza (che per gli scettici equivale a una chiusura). Attualmente la struttura, pur facendo capo al pronto soccorso, si trova al primo piano del San Luca, mentre il resto del reparto è al piano terra. L’idea avanzata dal direttore sanitario Mauro Maccari prevede la ricollocazione di solo quattro posti letto di sub-intensiva (su 12) nei locali adiacenti ai 12 posti letto dell’osservazione breve intensiva (Obi). Nella visione dell’azienda i posti liberati al primo piano verrebbero destinati all’area medica. Inoltre l’Asl ha previsto l’istituzione di quattro letti di “discharge room” (area di dimissione): dovrebbero migliorare la condizione dei cosiddetti “destini”, ovvero i pazienti che attendono per ore di essere ricoverati in area medica. Ma anche questa misura è giudicata insufficiente o inadeguata. L’azienda sanitaria, però, ha posato gli occhi anche su un altro aspetto: la percentuale di ricovero degli utenti che accedono al pronto soccorso. È del 14%, mentre la media negli altri ps dell’Asl nord ovest oscilla tra il 9 e l’11%. Per questo i protocolli utilizzati verranno esaminati e probabilmente rivisti. (g.p.)

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