Toscana
Saldi, partenza al rallenty «La crisi c’è e si vede»
Niente “impennata” di vendite, affari in linea con quelli di inizio 2016 Pesano gli sconti di fine dicembre e c’è chi chiede di spostare il tutto a febbraio
LUCCA. Partenza forse un po’ fiacca, tuttavia assai soddisfacente per i saldi invernali che hanno preso il via giovedì 5 gennaio. Ufficialmente, perché molti clienti, grazie ai “presaldi”, praticati da un numero sempre maggiore di commercianti, hanno potuto usufruire dei medesimi sconti di fine stagione anche già dai giorni immediatamente successivi al Natale. E qualcuno anche prima, informato tempestivamente via mail dagli stessi negozianti che hanno scelto di agevolare gli acquisti dei regali di Natale per i clienti più affezionati. Un’abitudine che sta prendendo campo e che molti vedono però col fumo negli occhi, sostenendo che così si bruciano tempi e guadagni.
Secondo Angelica Esposito, titolare del negozio di abbigliamento Reo Galante in via San Paolino, sarebbe giusto iniziare le svendite a febbraio «quando la stagione volge veramente al termine, dice, e comunque non prima della fine delle festività natalizie, altrimenti gli acquisti prenatalizi si riducono al minimo necessario».
Comunque sia le vendite sembrano essere in linea con l'andamento dello scorso anno. «Senza infamia e senza lode» commentano dal negozio di abbigliamento donna Floreiza in via Fillungo, mentre Carla dello Studio 12 di via Buia è convinta che si è fatto troppo poco per portare gente a Lucca nel periodo natalizio «e molti, racconta, si sono lamentati della scarsità di manifestazioni in città in questo periodo e di un centro storico poco illuminato a festa e completamente privo di attrazioni e alberi di Natale, fatta eccezione per quello di piazza San Francesco, realizzato dai commercianti della zona».
Argomento che trova d'accordo molti negozianti che nel frattempo si sono confrontati per individuare una serie di proposte da sottoporre a Confcommercio per il prossimo anno. «Non prendiamoci in giro, la crisi c'è e si vede - incalza Giancarlo Puttini di Diffusion - e i nostri amministratori dovrebbero aprire gli occhi e decidere una svolta per il commercio di Lucca che non è fatto soltanto di attività di ristorazione, molte delle quali vanno in letargo fino alla primavera, contribuendo a dare un'immagine sempre più triste e desolata di Lucca che sta perdendo la propria identità». Il riferimento è anche a piazza Anfiteatro, dove molti esercizi hanno deciso di abbassare le saracinesche fino all'inizio della bella stagione, rendendo la zona sempre meno attraente e più deserta. «Se i saldi sono partiti a rilento la colpa è anche della crisi e del gelo di questi giorni che certo non invoglia a fare shopping» aggiunge Manuela Mariani, responsabile del negozio di calzature Café Noir di via Santa Lucia che comunque si accontenta dei risultati dell'iniziativa «sulla quale - spiegano il presidente di Federmoda Federico Lanza e Simona Barsotti, responsabile del Centro commerciale città di Lucca per Confcommercio - ci si potrà pronunciare da lunedì, visto che il test fa riferimento ai primi quattro giorni di saldi e che per oggi si prevede un notevole afflusso di gente».
C'è anche chi, come Duetto e Lenci calzature, non praticano saldi di fine stagione, ma scontano soltanto articoli disassortiti e di fine serie. Forse complice la crisi, adesso i saldi riguardano anche le rivendite di casalinghi. Ne è esempio la Compagnia dei Latini di via S. Paolino di José Mario Fuca che per la prima volta, a sei anni dall'apertura dell'attività, ha deciso di scontare oggetti per la casa. E intanto dà la sua ricetta per non far morire il commercio nel centro. «Una migliore gestione dei parcheggi, ma anche riportare in città uffici e abitanti che contribuirebbero a far girare l'economia».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
