Gioco
Pronto soccorso nel caos totale
Ambulanze bloccate per l’impossibilità del personale di assorbire i tanti pazienti giunti al San Luca
LUCCA. Una bolgia dantesca. Con l’aggravante che nella giornata di ieri - dalla tarda mattinata sino alle 18 del pomeriggio - oltre ai ricoveri in ambulanza per problemi di natura respiratoria, cardiovascolare, neurologica e traumatica si sono presentati al pronto soccorso del San Luca 38 pazienti in meno di sei ore. Colpa dell’influenza che in questo momento sta flagellando mezz’Italia, ma anche di un sistema al collasso per mancanza di personale e di spazi idonei per ospitare tutti i pazienti di varie età e di svariate patologie. Certo, spesso c’è un abuso da parte dei cittadini del pronto soccorso come luogo di cura di malattie di stagione perché per curare un’influenza - e ci sono paziente che, magari pure protestando per un codice bianco o verde - non si peritano a mettersi in coda al triage. Ma accanto a quei casi di abuso di servizio pubblico sicuramente da condannare attraverso il pagamento di sanzioni ci sono anche le decine e decine di soggetti - in particolari anziani, bambini, donne in gravidanza e persone in cura per gravi malattie croniche - che rischiano di passare l’intera giornata in coda come si fa al banco del pesce o della carne al market per poi, dopo ore e ore di anticamera, finire su una barella o su un lettino in attesa di un nuovo esame o della parola di un operatore. Medici e infermieri, che si fanno in quattro ricevendo spesso insulti e contumelie, sono troppo pochi per tutti quei pazienti da visitare e rischiano l’errore perché il sistema sanitario non può essere equiparato a una catena di montaggio dove si assemblano i pezzi di una vettura o di una moto. Ieri l’intasamento all’accettazione del pronto soccorso ha causato il blocco delle ambulanze. Che non potevano tornare alla base per effettuare nuovi servizi in quanto l’accesso massiccio delle urgenze al San Luca (dalle 13,30 alle 19,30 si sono registrati 6 codici rossi, 14 gialli, 11 verdi, 7 azzurri da trattare) impediva ai volontari delle ambulanze di scaricare i malati e allontanarsi rapidamente perché i pazienti ci voleva tempo (dai quindici ai trenta minuti) per mettere in carico al pronto soccorso gli ammalati. Una situazione di grave disagio con proteste e polemiche a non finire. Inutile girarci intorno. Occorre rivedere il sistema nell’interesse della collettività.
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