Toscana
Il marchio Caffè Bonito al gruppo Giannecchini
LUCCA. Una storia lunga 26 anni che proseguirà grazie all’acquisizione del nome e dello storico marchio dal gruppo che fa capo all’imprenditore Nicola Giannecchini (Viping e Del Monte). È quella...
LUCCA. Una storia lunga 26 anni che proseguirà grazie all’acquisizione del nome e dello storico marchio dal gruppo che fa capo all’imprenditore Nicola Giannecchini (Viping e Del Monte). È quella della storica azienda di torrefazione Caffè Bonito - assieme al Caffè Incas tra i più antichi e importanti del territorio - fondata nel novembre del 1990 per volontà di tre soci (Vincenzo Palmieri al 33%, Salvatore Melis 33% e Renzo Zucconi 345) e dichiarato fallito dal tribunale alla fine di marzo 2016 dopo che l’azienda di confezionamento e vendita all'ingrosso e al dettaglio del caffè era stata messa in liquidazione dal socio unico Renzo Zucconi.
Già nel maggio del 2015 la «RN Caffé» del gruppo Giannecchini con sede in via di Tiglio a San Filippo aveva ottenuto l’affitto di ramo d’azienda e lo scorso novembre, con il fallimento sancito dal tribunale e la nomina del curatore Angela Graziano, il gruppo ha acquistato il marchio aziendale e riassorbito tutto il personale. Obiettivo dichiarato di Nicola Giannecchini - ex presidente dei giovani imprenditori e per un paio di stagioni della Lucchese Calcio - è quello di rilanciare lo storico Caffè Bonito in modo che il marchio lucchese torni in migliaia di bar e ristoranti non solo in Toscana, ma anche in altre regioni come Sardegna, Lazio, Umbria ed Emilia Romagna.
«Il nostro obiettivo immediato è quello di rinfrescare l’immagine e il marchio del prodotto che è una peculiarità lucchese e che vogliamo che torni ad essere un riferimento nel mondo della torrefazione non solo locale. Il Caffè Bonito era salito alla ribalta come un caffè di qualità medio-alta apprezzato dagli esercenti dei locali pubblici e stiamo lavorando affinchè nel giro di poco tempo torni ad essere un prodotto fruibile e appetibile sul mercato. Gli impianti sono in attività e stiamo investendo per far ripartire quella miscela di caffè che per lunghissimi anni aveva raggiunto risultati decisamente importanti e quote di mercato ragguardevoli».
L’imprenditore lucchese, da sempre con i piedi per terra, non si lancia in inutili proclami anche se spera che nel breve-medio periodo ad una ripresa economica corrisponda anche una ripresa occupazionale: «È presto per parlare di nuovi posti di lavoro. - conclude Giannecchini - Adesso dobbiamo rilanciare il prodotto e fare un’operazione di refresh al marchio. Parteciperemo tra gennaio e febbraio alla fiera di Carrara, la più importante in Toscana del settore della torrefazione del caffè. Lì presenteremo il nuovo prodotto e avverrà il rilancio vero e proprio. Ci sembrava un grave errore non credere in un prodotto lucchese di qualità che per decenni è stato un fiore all’occhiello sul mercato».
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