Il Tirreno

Lucca

Gli arresti domiciliari nel camper di parenti dopo i furti in casa

di Luca Tronchetti
Gli arresti domiciliari nel camper di parenti dopo i furti in casa

Di nuovo in manette Michele Stepic condannato nel 2015 a 4 anni di reclusione per colpi in serie in ditte e abitazioni

2 MINUTI DI LETTURA





LUCCA. Arresti domiciliari nella roulotte sistemata su un terreno a Sorbano del Vescovo dove vive una parente in attesa del processo con rito direttissimo fissato dal giudice il 18 gennaio prossimo. Michele Stepic, 28 anni, condannato a 4 anni di reclusione nel maggio 2015 perchè - assieme ad altri due nomadi - si era reso responsabile di una serie di colpi commessi tra febbraio e marzo 2014 a Lucca, Sorbano del Vescovo, Marlia, Segromigno, Camigliano e San Ginese, è finito nuovamente in manette per lo stesso reato: furto. Nel tardo pomeriggio, dopo aver commesso un furto in un’abitazione sulla via per Camaiore ed essersi impossessato di oggetti di bigiotteria e di un anello del valore di 700 euro, ha provato ad entrare in un’altra abitazione in via del Loreto a San Quirico di Moriano. Ha forzato, mandando in frantumi i vetri, la finestra di un’abitazione al cui interno c’era una parente dei padroni di casa. La donna è uscita fuori e ha visto nitidamente Stepic mentre entrava nell’abitacolo di una Volkswagen Golf, rivelatasi essere la sua, e si allontanava. Preso il numero di targa la donna ha avvertito il 113 e una volante della polizia intervenuta sul posto ha individuato l’auto a breve distanza fermando l’autore del furto. Nella vettura sono stati trovati arnesi utili a scassinare porte e finestre e la refurtiva del precedente furto che lo stesso nomade ha ammesso aver commesso in un’abitazione non molto distante da quella che aveva cercato di violare. Ieri mattina Stepic, assistito dall’avvocato Giribaldi di Livorno che ha chiesto i termini a difesa, è comparso davanti al giudice Gerardo Boragine che ha concesso i domiciliari in attesa del processo. Rischia una pena molto pesante e il carcere visto che un anno e mezzo fa venne condannato dal giudice Carlo Annarumma per una serie di reati contro il patrimonio. Non solo. Risale all’aprile del 2014 un’altra vicenda, stavolta legata ai reati di lesioni gravissime e maltrattamenti in famiglia, finita con la convalida del fermo operato dai carabinieri e l’obbligo di firma giornaliero nella caserma di San Concordio. In pratica, dopo aver colpito con calci e pugni la consorte si avventò contro la sorella e soprattutto contro il cognato di 35 anni sferrando un gancio in pieno volto di una forza devastante in grado di provocare la frattura composta ed esposta della mandibola con l’osso che fuoriesce dalla pelle e una prognosi di 40 giorni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web