Il Tirreno

Lucca

Antiquaria da 20 anni chiude e ringrazia con un cartello in vetrina

di Flavia Barsotti
Antiquaria da 20 anni chiude e ringrazia con un cartello in vetrina

Lucca: la fine dell’attività di Chiara Michelotti scaturisce dalla crisi, dall’affitto alto e dalle leggi sugli oggetti antichi

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LUCCA. «Siamo giunti all'ultimo giorno di questa bella avventura durata vent'anni. Purtroppo la crisi e l'evoluzione delle nuove generazioni mi costringono a chiudere». Inizia così il grande cartello che Chiara Michelotti, titolare di Borgo Antico, ha appeso il 30 dicembre sulla vetrina del suo negozio di antiquariato in via Fillungo al civico 224. Un messaggio per ringraziare i clienti e la mamma Anna che nell'ultimo periodo l'ha aiutata nell'attività, ma anche per dare appuntamento a marzo con una nuova apertura e per denunciare la difficile situazione in cui versa il settore. «Quando iniziai vent'anni fa, i miei colleghi mi dissero che l'antiquariato era finito vent'anni prima - racconta Chiara Michelotti -. Avevano ragione». Una conclusione a cui Chiara è arrivata dopo anni di esperienza e un trasloco. La prima saracinesca, infatti, l’alzò in via Michele Rosi, prima di spostarsi in via Fillungo dove è rimasta 12 anni. «Le nuove generazioni spendono in maniera diversa i pochi soldi che ci sono - prosegue -. È cambiata la mentalità». Molti i tentativi della commercianti per sopravvivere, spinta da una passione trasmessale dai genitori. «Ho provato a partecipare alla fiera sui Navigli, ma là va un altro genere di clienti. Così d'estate ho iniziato a vendere anche bigiotteria. Una scelta che, se non ci fosse stata la crisi, non avrei mai fatto».

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Una direzione che, seppur non sufficiente, ha in realtà funzionato, alla luce di un altro problema. «Era l'unica cosa che potevo proporre ai turisti - afferma la titolare -. Una legge del '36 impedisce di vendere agli stranieri pezzi con più di cinquant'anni d'età senza il permesso per l'esportazione delle Belle Arti, per il quale però bisogna attendere tre mesi. In sostanza, il cliente deve pagare, lasciare l'oggetto e aspettare che il commerciante glielo invii tre mesi dopo, con tutti i costi che comporta la spedizione. In estate i lucchesi erano tutti in vacanza e chi, per motivi economici, non si spostava, certo non acquistava da me. Intanto, perdevo le vendite agli stranieri per questa disposizione». Un problema presentatosi anche di fronte all'idea di realizzare un sito internet. A contribuire alle difficoltà poi, i canoni troppo alti per l'affitto dei fondi. «Si sta ammazzando il commercio piccolo che invece caratterizza le città di provincia. Solo le catene possono permettersi certi prezzi».

Nonostante l'aumento dell’affitto del fondo però a marzo Chiara Michelotti e e sua madrecominceranno nello stesso posto un'altra avventura che, per ora, preferisce non rivelare. «Non mi spaventa - afferma -. È un po' la mia storia: ragioniera, ortopedico, antiquaria e ora cambierò di nuovo». Solo pochi dettagli per il momento su ciò che sostituirà Borgo Antico. Sarà qualcosa che qui ancora non esiste, ma va molto al nord e all'estero. Al prezzo fisso di 39,90 euro in inverno e 29,90 in estate, proporremmo un bene che serve ad ognuno di noi. Tutti i giovedì arriveranno articoli nuovi italiani, di marca e non, da uomo e da donna e avremo l'esclusiva in Toscana su questa attività».

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