Il Tirreno

Lucca

Fallimenti in calo, ventisei in meno rispetto al 2015

di Luca Tronchetti
Fallimenti in calo, ventisei in meno rispetto al 2015

Un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi due anni Edilizia, immobiliari e impiantistica settori ancora in crisi

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LUCCA. Dopo anni di criticità contraddistinti dal segno più anche il triste bollettino dei fallimenti subisce una battuta d’arresto. A 24 ore dall’inizio del 2017 le aziende della Lucchesia e della Versilia dichiarate fallite sono 164 ventisei in meno rispetto al 2015 e diciassette in meno rispetto al 2014 mentre nel 2013 i crac erano stati 132, ben 32 in meno rispetto agli attuali. Anche quest’anno nessuna categoria imprenditoriale è stata risparmiata anche se il settore immobiliare legato al mattone e le imprese edili cessate per l’impossibilità di proseguire un’attività ormai stagnante restano comunque numerose. Se l’edilizia rimane la maglia nera nel nostro territorio con i prezzi delle case in picchiata (anche se più di un operatore nota timidi segnali di ripresa per particolari tipi di unità abitative) non meglio va all’industria nautica di piccole e medie dimensioni, all’impiantistica, alle aziende artigianali non specializzate in un determinato settore merceologico e ai calzaturifici soprattutto contoterzisti .

La «ripresina». A giudicare dagli operatori di giustizia questo trend deve essere letto con il numero di aziende, imprese e attività aperte nell’anno che va a morire. Il saldo positivo indica che i segnali negativi della crisi economica, tutt’altro che alle spalle (sempre bene tenerlo a mente), paiono essersi arrestati. Non c’è una vera e propria ripresa, ma la situazione non è peggiorata. In sostanza l’emorragia si è fermata. Le aziende locali di medio livello che hanno resistito ad uno «tsunami» senza precedenti hanno buone chance di restare sul mercato e di consolidarsi. Le altre sono già sparite o hanno chiuso i battenti negli anni precedenti e se riusciranno a superare i prossimi 24 mesi potranno guardare al futuro con ritrovato ottimismo. Certo con la globalizzazione imperante e la mancata protezione delle aziende italiane, il commercio al dettaglio, il prodotto artigianale di massa è destinato a soccombere. E nei centri storici - Lucca docet - le catene multinazionali hanno preso il posto dei negozi storici.

Il concordato preventivo. Per quanto riguarda invece le aziende storicamente affermate su piazza o con un numero consistente (oltre 10 dipendenti) che si trovano in crisi di liquidità e indebitate con il sistema bancario è sempre più frequente il ricorso al concordato in bianco. Un modo per poter bloccare gli eventuali decreti ingiuntivi che minerebbero ancor di più la solvibilità aziendale e contestualmente poter presentare un piano concordatario avendo due mesi di tempo per poterlo redigere nel dettaglio e attendere poi la decisione del tribunale. Tra febbraio e marzo 2017 il tribunale fallimentare dovrà prendere importanti decisioni legate a librerie, farmacie, molitore, negozi di abbigliamento e arredamento che hanno fatto la storia del commercio della Lucchesia.

Le cooperative. Il 2016 è stato un anno negativo per due delle più importanti cooperative della Lucchesia: la Caplac e Terra Uomini e Ambiente. La prima, con sede a Colognora di Compito e conosciuta con il marchio Latteria San Ginese, è stata sottoposta alla misura della liquidazione coatta amministrativa. Una procedura concorsuale che si applica per alcune categorie d'impresa (per esempio le cooperative) e che equivale al fallimento. Cosa ne sarà di un marchio conosciuto e apprezzato a livello nazionale, di una storia e una tradizione agricolo-casearia che risale al lontano 1949 e di un’ottantina di lavoratori (indotto compreso) che prestano la loro opera? La patata bollente è nelle mani del dottor Pier Luigi Giambene, nominato dal ministero dello Sviluppo Economico, che sta gestendo in tutti i suoi aspetti la società. Per quanto riguarda Terra Uomini e Ambiente, la società agricola e forestale dove lavorano 63 dipendenti, il giudice delegato ha autorizzato l’utilizzo dei beni facenti parte dell’azienda per la prosecuzione dell’attività alla B&B Service di Massarosa, cooperativa che si occupa dei servizi di pulizia. Riusciranno a garantire ai 63 dipendenti contratti di lavoro a tempo indeterminato?

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