Il Tirreno

Lucca

Ecco la “pizza in sospeso”

di Michele Citarella
Ecco la “pizza in sospeso”

Al Mary Frank i clienti possono pagare per chi ha bisogno

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LUCCA. L'arte di saper fare pizze squisite nel rispetto della tradizione napoletana, sommata alla voglia di mettere a servizio dei più bisognosi il proprio tempo e il proprio locale per una sera. Ingredienti che hanno portato il pizzaiolo Salvatore Onorato ad ospitare nelle sere di preparazione al Natale, 55 persone bisognose nel suo ristorante, la pizzeria Mary Frank, in via De Gasperi a S. Anna. L'iniziativa è stata possibile grazie al contributo della Caritas Diocesana (che ha individuato gli ospiti) e dell'Associazione Italian Pizza academy, di cui Salvatore Onorato è istruttore per la provincia di Lucca. Oltre a mettere la materia principale della cena (la pizza), la cultura napoletana importa a Lucca anche le idee per il reperimento delle risorse. È usanza a Napoli la tradizione del “Caffè Sospeso”, che prevede che i clienti più abbienti che entrano in un bar lascino un caffè pagato per coloro che non possono permetterselo. Il ragazzo dietro al bancone può servire così il caffè già pagato alla persona meno abbiente, che difficilmente conoscerà l’identitàdel benefattore. L'istruttore di Pizza Italian Academy Salvatore Onorato, nativo dell’isola di Procida da una famiglia dove quello del pizzaiolo è un mestiere da generazioni, spiega così l'iniziativa: «Dopo aver consumano il proprio pasto, il cliente può scegliere di lasciare “in sospeso” una pizza, ricevendo il relativo scontrino. Lo staff della pizzeria metterà il buono della pizza donata in un contenitore a vista sul banco. Ogni dieci buoni, la pizzeria donerà una ulteriore pizza. Quando verrà raggiunto un numero consistente di pizze in sospeso, il responsabile della pizzeria consegnerà i buoni alla Caritas, che li redistribuirà a propria discrezione a bambini e famiglie del territorio che usufruiranno della pizza donata. Da Mary Frank a S. Anna sono state accolte 13 famiglie, dieci bambini orfani e dieci senza tetto individuati dalla Caritas. «Con soddisfazione i clienti hanno risposto positivamente - conclude Salvatore Onorato - volentieri abbiamo aggiunto la nostra quota di pizze; replicheremo anche il prossimo anno».

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