La protesta
Separazioni, 503 giorni per dirsi addio
La durata media delle cause dei contenziosi Al Civile 16.412 processi definiti in un anno
LUCCA. L’obiettivo dichiarato è quello di abbattere le vecchie pendenze alla fine del 2018 in modo da procedere spediti per quanto concerne le sopravvenienze dell’anno giudiziario. È soddisfatto di come sono andati i procedimenti al tribunale ordinario nel periodo che va dal 1 luglio 2015 al 30 giugno 2016 il presidente della sezione civile, Giulio Giuntoli. E il trend per la fine dell’anno è decisamente incoraggiante e in linea con i dati del periodo indicato. Difficile fare di più e meglio con i nove giudici effettivi a cui vanno aggiunti i quattro Got (Vincelle, Scarabotti, Moretti e Piccioli) oltre all’impegno del personale che si è sempre prodigato per venire incontro alle esigenze di giustizia dei cittadini il tribunale civile di Lucca da anni ai vertici nazionali per numero di cause evase su nuove e pendenti guadagnandosi spesso la palma dell'efficienza. Guardano le cifre e i numeri balzano agli occhi i dati legati alla materie delle separazioni e dei divorzi e quelli delle esecuzioni immobiliari e soprattutto mobiliari.
Quando la coppia scoppia. In Lucchesia più che altrove c’è un numero notevolissimo di separazioni e divorzi. Si calcola 46,65 coppie che si dicono addio ogni centomila abitanti nell’anno solare 2015. Addentrandosi nelle cifre i contenziosi pendenti dagli anni precedenti erano 497 a cui si sono aggiunti nel periodo di riferimento 525 nuovi casi (uno e mezzo al giorno). Ne sono stati definiti con sentenza 446 e 154 con altra modalità (negoziazione assistita da un avvocato) per un totale di 600 intaccando quindi il pregresso. La durata media per dirsi addio è di 503 giorni: meno di un anno e mezzo. In media ci si separa in modo prevalente dopo meno di quattro anni. Alla faccia della crisi del settimo anno. Ci sono stai però, tra il 2015 e il 2016, un paio di divorzi tra persone ultrasettantenni. Segno che non è mai troppo tardi per chiudere un rapporto apparentemente consolidato.
Esecuzioni mobiliari. Sono quasi sei al giorno per un totale di 2018 in un anno. Un aumento esponenziale dei pignoramenti causati dall’incremento dei creditori per mancati pagamenti legati ad acquisti di auto, moto, imbarcazioni o altri generi di consumo o derivanti direttamente da fallimenti. Le pendenze riguardavano 814 procedimenti. Sono stati definiti 2215 procedimenti attraverso vendita all’incanto. Mentre per quelle immobiliari - case, fabbricati, villette, appartamenti - i 424 nuovi procedimenti andavano ad inserirsi su un arretrato di 1.103 cause pendenti. 408 i processi definiti. La crisi del mattone infatti provoca notevoli ritardi nella vendita all’asta dei cespiti. La media è di 1404 giorni. Quasi quattro anni contro i poco meno di sei mesi per vendere un bene mobile. Non è un caso se il procedimento civile più vecchio è datato 1992 (24 anni orsono) e riguarda la vendita di beni immobili legati a un fallimento. E ci sono casi analoghi anche per quanto concerne procedimenti civili esecutivi per gli anni 1993 e 1994.
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