Gioco
Marcello Pera lancia “LiberaLucca”
LUCCA. Si muove, attorno a Marcello Pera, il centrodestra lucchese - o, almeno, parte di esso. L’ex presidente del Senato Pera ha riunito i presidenti dei comitati LiberiSì di Lucca dopo il voto...
LUCCA. Si muove, attorno a Marcello Pera, il centrodestra lucchese - o, almeno, parte di esso. L’ex presidente del Senato Pera ha riunito i presidenti dei comitati LiberiSì di Lucca dopo il voto referendario, che hanno deciso «di proseguire la loro iniziativa per un rinnovamento di Lucca. A questo scopo, contando su una base iniziale di oltre 300 aderenti, i presidenti hanno deciso di costituire un movimento politico in vista delle elezioni comunali di Lucca con il nome "LiberaLucca”». Nella sua relazione, Pera, esaminando la situazione lucchese, ha espresso un giudizio negativo sulla giunta Tambellini, «la quale chiude il suo mandato tra i malumori diffusi di gran parte della popolazione, sospetti di poca trasparenza, e senza aver risolto i principali problemi della città, primo fra tutti quelli della viabilità, mobilità e sicurezza».
Apertura a questo progetto arriva da Maurizio Marchetti, coordinatore provinciale di Forza Italia: «Come abbiamo sempre detto, tutte quelle iniziative politiche che si pongono come obiettivo quello di restituire alla città un governo efficace e che la possa scuotere dalla palude nella quale il Pd l'ha gettata ci trovano disponibili e favorevoli. In questo senso guardiamo con attenzione e curiosità all'iniziativa di Marcello Pera e Libera Lucca».
Possibilista anche il sindaco di Montecarlo Vittorio Fantozzi: «A Lucca, come altrove, ci sono cinquanta sfumature politiche di centrodestra che, sebbene sembri impossibile a un primo pensiero, possono farsi quasi tutte sintesi in un concreto progetto amministrativo per il governo della città di prossimi cinque anni. Non mancano i punti in comune, superiori alle divergenze anche di ordine personale: dall'opposizione alla politica condotta all'attuale amministrazione, all'essere alternativa all'egemonia di governo della sinistra in tutta la provincia, al ripudio completo di qualsiasi candidatura estranea alla nostra cultura politica come quella di Tagliasacchi, fino alla consapevolezza che solo una coalizione delle forze politiche e civiche del centrodestra in un progetto nuovo può sperare di farcela. Meno comunicati stampa, lasciamo a casa i saggi perché poi il problema è sempre capire chi li hai nominati tali e più politica allora, farla alla luce del sole dove i cittadini possano esserne partecipi».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google