Gioco
Diritti camerali Sì all’aumento “salvaconti”
Più 20% per ammortizzare la riduzione prevista dalle legge: si aspetta l’ok di Roma
LUCCA. Diritti camerali ridotti per legge del 50% nel 2017, ma l’istituto lucchese attende il via libera per far scattare aumenti paracadute già deliberati. Sembra una partita a scacchi: da un lato c'è una normativa nazionale del 2014 che nel triennio prevedeva riduzioni scaglionate degli importi per l'iscrizione delle aziende alle Camere di commercio di tutta Italia. Nel 2015 la riduzione è stata del 35%, nel 2016 del 40% mentre dal 1° gennaio 2017 l’importo verrà dimezzato rispetto a quello iniziale del 2014. Il provvedimento, salutato con favore dagli ambienti economici e produttivi, nasceva per dare un segnale positivo al mondo delle imprese, che in questi anni hanno dovuto fare i conti con una crisi senza precedenti. Il risparmio medio è calcolato in circa 49 euro, ma l’importo che ciascuna azienda deve versare è tarato sul fatturato dell’anno precedente. Sotto i 100.000 euro c’è una quota fissa di 200 euro, mentre per gli scaglioni successivi è prevista un’aliquota regressiva, cioè più bassa man mano che il fatturato sale: da 0,015% a 0,001% per fatturati superiori ai cinquanta milioni di euro. In ogni caso, il massimo che un’azienda dovrà pagare è fissato a 40.000 euro. Le ditte individuali, invece, pagano una quota fissa di 130 euro.
Ma i tagli voluti dal parlamento saranno in parte attenuati dai rincari deliberati dalle singole Camere di commercio, un po’ come era già accaduto lo scorso anno. E non senza polemiche. Stavolta, però, a mettere i bastoni tra le ruote dei singoli istituti ci si è messo il decreto legge 219, emanato a fine novembre. Stabilisce che da quest’anno il 20% di aumento debba essere utilizzato per finanziare progetti strategici di promozione condivisi con Unioncamere e Regione, e soprattutto valutati positivamente dal ministero.
Insomma, rispetto al passato le Camere di commercio hanno meno autonomia e necessitano di un placet del dicastero. La novità ha fatto fare marcia indietro a tutti gli enti camerali: i dieci presenti in Toscana avevano già deliberato gli aumenti e sono stati costretti a sospenderli. A Lucca il provvedimento è stato votato il 14 novembre scorso e non senza discussioni. La giunta si è spaccata: 4 favorevoli (il presidente Bartoli, gli esponenti di Confcommercio, Confesercenti e Coldiretti), 2 contrari (Confartigianato e Confindustria), un astenuto (Cna).
La tanto discussa delibera è stata sospesa in attesa di chiarimenti interpretativi che dovranno arrivare dal ministero: c’è da capire qual è l’iter che i progetti legati all’aumento dovranno percorrere per essere valutati dai funzionari del dicastero. I chiarimenti arriveranno entro un paio di mesi e comunque in tempo utile per rendere effettivo il rincaro già dal 2017: il pagamento della quota va fatto entro l’estate. La delibera, tra l’altro, è solo sospesa, non annullata: significa che non si dovrà procedere a una nuova votazione, basterà informare gli organi di indirizzo della Camera di commercio che la sospensione è revocata. In attesa di questo passaggio il bilancio di previsione del 2017 è stato costruito tenendo conto solo del taglio del 50% dei diritti camerali (rispetto al 2014) e il risultato non è stato positivo: disavanzo di 1milione di euro. Una situazione che nel prossimo anno potrebbe portare al taglio di numerose attività di promozione finanziate o cofinanziate dalla Camera di commercio, con pesanti ricadute sul territorio. (vedi pezzo sotto, ndr).
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