Gioco
Crollò il muro di una scuola, un’oblazione per gli imputati
MONTECARLO. Se la caveranno con l’ammissione all’oblazione gli indagati nel processo per il crollo di un muro di tamponamento dei vani sottotetto lungo 20 metri alla scuola primaria di San Giuseppe...
MONTECARLO. Se la caveranno con l’ammissione all’oblazione gli indagati nel processo per il crollo di un muro di tamponamento dei vani sottotetto lungo 20 metri alla scuola primaria di San Giuseppe di Montecarlo che venne giù nella notte tra venerdì 4 e sabato 5 ottobre 2013. Quella notte vennero giù da oltre tre metri di altezza pezzi di cemento e mattoni che finirono, in seguito alla rottura di un lucernaio, nei corridoi al primo piano della scuola che ospita solitamente 220 bambini. Poteva davvero essere una strage se quel cedimento fosse avvenuto al mattino nell'orario della ricreazione. Per questo motivo il sostituto procuratore Piero Capizzoto, che si è avvalso della preziosa collaborazione del maresciallo delle fiamme gialle in servizio in procura Nicola Borgia e della polizia municipale di Montecarlo, aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio con l’accusa di crollo colposo, Ciro Russo, partenopeo, titolare dell'impresa edile Ru.Vi. di Napoli - già dichiarata fallita dal tribunale del capoluogo campano - del capo cantiere anche lui napoletano e del direttore dei lavori, un architetto lucchese. Nel corso del processo il giudice Stefano Billet ha ritenuto di derubricare il capo d’imputazione da crollo colposo a rovina di edificio ritenendo, probabilmente, che nel concreto non vi sia stato pericolo per nessuno perchè il crollo è avvenuto di notte. Un reato decisamente di minore entità che prevede per gli imputati il pagamento, a loro richiesta, di una pena pecuniaria (che va da 154 euro a 929 euro) pari alla metà del massimo previsto al fine dell’estinzione del reato. Il giudice infatti ha rinviato il processo per definire l’ammissione all’oblazione di almeno uno dei tre imputati. L’udienza è stata fissata all’inizio del 2017. (l.t.)
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