Gioco
La famiglia: «Se li facesse tutti...»
La moglie della vittima: verdetto giusto, ma non ci ridà ciò che abbiamo perso
LUCCA. «12 anni?! Beh, se li facesse tutti non sarebbero pochi». Riccardo Barsi ha 19 anni e la faccia di un ragazzo che, a quell’età, avrebbe tutto il diritto di pensare ad altro. Invece ieri mattina era nell’aula 2 del tribunale di Lucca per assistere al processo dell’uomo che ha tentato di uccidere suo padre e poi ha rivolto l’arma verso di lui, che per fortuna si è salvato. Accanto c’è la mamma Nadia, stanca ma sempre composta nel suo dolore. «Tutto sommato poteva andare anche peggio – dice – Ma non riesco a provare soddisfazione: la sentenza non ci restituisce quello che abbiamo perso. A mio marito l’ho fatto comunicare dai medici di Montecatone. Non riesce a parlare al telefono e non so dirvi come ha reagito. Domani andrò a trovarlo di persona. Ma non vuole più parlare di questa storia...».
La vita di Nadia è cambiata dal giorno alla notte, per colpa di uno sparo. Barsi e Zappelli non si erano mai visti. Si incrociarono la prima volta quel giorno di novembre. «Non può passare di qui – disse Barsi – è proprietà privata». Zappelli non ascoltò: i due si avvicinarono e dopo un breve scambio di battute il cacciatore imbracciò il fucile e fece fuoco. Il figlio Riccardo, che era presente, fuggì mentre altri due colpi sibilavano alle sue spalle. Da quel mese di novembre Nadia fa la spola tra Imola e Vitiana, dove suo marito è assistito nel centro specializzato di Montecatone. «A fine gennaio dovrebbero rimandarlo a casa – spiega – Purtroppo la tracheotomia dà problemi. Gianfranco muove un po’ l’avambraccio ma non è in grado di fare più niente, neppure di grattarsi». Ha bisogno di assistenza continua e di cure. Servizi che costano. In attesa che i soldi della provvisionale arrivino, i Barsi sono stati sommersi da una ondata di solidarietà. I colleghi e titolari della cartiera Tronchetti, dove Gianfranco lavorava, hanno dato un grosso contributo per sistemare la casa. Poi c’è stata una raccolta fondi da parte degli amici, che hanno aperto un conto corrente al Monte dei Paschi intestato a “Gli Amici di Gianfranco”, (Iban IT 77 A 01030 70091 000000965366). «L’affetto della gente è la cosa più bella di questa vicenda, ringrazio tutti». dice Nadia. (g.p.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
