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Gullà: «Bindocci la smetta di infangare la Cgil»
LUCCA. «Massimiliano Bindocci la smetta di giustificare la sua scelta di passare a un’altra organizzazione sindacale infangando la Cgil». È durissima Valentina Gullà, segretaria provinciale della...
LUCCA. «Massimiliano Bindocci la smetta di giustificare la sua scelta di passare a un’altra organizzazione sindacale infangando la Cgil». È durissima Valentina Gullà, segretaria provinciale della Filcams, ricostruendo la vicenda che ha portato allo scontro con l’ex segretario.
«Primo punto - dice Gullà -: Massimiliano Bindocci non è stato licenziato. Chi viene licenziato da una qualsiasi azienda perde il posto di lavoro, mentre un sindacalista per l'attività che presta ha diritto, a tornare al proprio posto di lavoro nell'azienda di provenienza. Massimiliano Bindocci è stato sanzionato con una sospensione di tre mesi dagli incarichi sindacali pertanto non avendo incarichi gli è stato revocato il distacco e avrebbe dovuto rientrare per tre mesi in fabbrica al suo posto di lavoro. Nulla toglie che al termine del periodo di sospensione potesse nuovamente essere distaccato». Inoltre, continua Gullà, Bindocci «avrebbe potuto fare ricorso ma ha scelto di non farlo. Come mai? Forse per l'ultimo punto che vado a sottolineare, ossia il suo passaggio ad altra organizzazione sindacale, la Uil, probabilmente meditato e preparato nel tempo. Bindocci non si è mai risparmiato critiche anche aspre nei confronti delle altre organizzazioni sindacali ma oggi ha deciso di abbandonare la Cgil per una di queste , per continuare la sua attività di sindacalista senza soluzione di continuità. Ritengo che Massimiliano Bindocci sia stato un buon sindacalista ed un bravo segretario provinciale della Filcams. Ha finito il suo mandato di segretario in Filcams nel 2014 dopo 8 anni di incarico, è andato a svolgere l'incarico di segretario di Zona della Versilia su delega dell'allora segretario Franco Chiriaco che dopo un anno lo ha rimosso immotivatamente, la Filcams lo ha allora ripreso in carico facendosi carico del distacco e dandogli un incarico seppur fuori dalla segreteria, auspicando l'apertura per lui di nuovi incarichi in Cgil. Questa era la volontà mia e della categoria anche di fronte alla sanzione ma evidentemente Massimiliano Bindocci ha scelto un'altra strada. Rispetto la sua scelta ma la smetta di motivarla infangando la Cgil».
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