Il Tirreno

Lucca

Rapinatore mascherato il pm chiede il processo

di Gianni Parrini
Rapinatore mascherato il pm chiede il processo

La procura ha presentato richiesta di rinvio a giudizio per Francesco Ugolini Il 60enne di Bagni di Lucca arrestato nell’aprile 2015 ha confessato 34 colpi

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LUCCA. Richiesta di rinvio a giudizio per il rapinatore mascherato. La procura di Lucca ha chiesto di mandare a processo Francesco Ugolini, il 60enne ex pasticcere di Bagni di Lucca, che dopo essere stato arrestato, ha confessato ben 34 colpi (molti solo tentati), messi a segno tra il 2010 e il 2016 nelle province di Lucca, Pistoia, Firenze, Bologna e Modena. Ora sarà il gup a valutare la richiesta del sostituto procuratore Elena Leone e a fissare la data di apertura dell’eventuale processo.

Un passaggio quasi scontato, visto che Ugolini ha confessato. Attualmente si trova in libertà. Lo scorso agosto il giudice delle indagini preliminari ha revocato la misura degli arresti domiciliari nella casa a Monti di Villa (dove vive con la moglie e l’anziana suocera) sostituendola con quella dell’obbligo di firma. Il suo legale, l’avvocato Tiziana Bertani sta studiando le carte per valutare il da farsi: l’ipotesi più probabile è quella del rito abbreviato che consentirebbe al rapinatore di avere uno sconto di un terzo della pena sull’eventuale condanna.

Il rapinatore «gentile» – così ribattezzato per i modi garbati usati con gli impiegati di banca e i clienti durante i colpi – era finito in manette lo scorso aprile: i carabinieri lo arrestarono mentre si accingeva a rapinare la filiale del Monte dei Paschi di Siena, a Fornaci di Barga. Armato di maschera e pistola giocattolo avrebbe colpito in cinque diverse province. Il tutto senza essere colto in flagranza di reato. Delle 34 rapine che lui stesso ha confessato soltanto 13 sono andate a segno e gli hanno fruttato dei soldi, per un totale di 80mila euro. Negli altri 21 casi il rapinatore mascherato se ne è uscito a mani vuote a causa delle casse a tempo. Vista la mala parata in quei casi Ugolini si rivolgeva gentilmente agli impiegati, chiedendo di aprire la porta per farlo uscire.

Il rapinatore pasticcere ce l’aveva soprattutto con il Monte dei Paschi di Siena. Il motivo? Gli era stato negato un prestito. Al pubblico ministero e al giudice che l’hanno sentito Ugolini ha addotto una motivazione alla sua esigenza di denaro. Era sotto di 35mila euro ed Equitalia gli aveva ipotecato la casa. Con le rapine voleva riprendersi quello che gli era stato tolto e con quei soldi aprire una gelateria. Per gli investigatori i primi colpi risalgono al periodo compreso tra il marzo 2010 e il giugno 2011. Tre tentativi fatti senza usare maschere, ma semplicemente cercando di nascondere il volto con un cappellino di lana. Tra l’ottobre del 2011 e il febbraio del 2014, Ugolini usa un casco aperto con la visiera abbassata. Dal marzo 2014 allo scorso aprile, l’ultima evoluzione: il rapinatore-pasticcere si dota di una maschera in lattice che gli copre il volto.

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