Il Tirreno

Lucca

Esposto del comitato per bloccare la centralina idrica

Oggi si terrà la conferenza dei servizi convocata in Regione Schierati per il no all’impianto Betti, Menesini e Baccelli

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BAGNI DI LUCCA. Arriva alla vigilia della conferenza dei servizi, in programma oggi in Regione, la notizia dell'esposto alla Procura della Repubblica presentato dal comitato a difesa della Lima ( alcuni componenti del quale sono stati già ascoltati).

Il comitato si oppone alla realizzazione delle nuova centralina in un tratto del torrente, teatro di turismo ambientale e sport fluviali, diventati la prima risorsa economica della zona. Dalla stessa parte, oltre agli imprenditori del turismo e del commercio, e a tanti cittadini, stanno il sindaco di Bagni di Lucca Massimo Betti, il presidente della Provincia Luca Menesini, e il consigliere regionale Stefano Baccelli. In una lettera al presidente della Regione Enrico Rossi, Betti e Menesini hanno fatto presente l'insostenibilità dell'impatto in una valle già costellata di dighe per la produzione di energia elettrica e in un territorio che vive di natura e turismo, obiettando anche che ci sono modifiche al progetto iniziale non condivise.

Sulla stessa linea la mozione presentata da Baccelli contro la centralina, votata dal consiglio regionale. Nessun pronunciamento è al momento arrivato dai parlamentari locali, chiamati dal comitato a dire apertamente da che parte stanno. Tutti atti politici che non possono sovvertire i pareri tecnici favorevoli avuti finora dalla società Green Factory di Genova, che vuol costruire la centralina in località Cevoli di Fabbriche di Casabasciana.

Secondo la società, che ha già pagato i diritti di concessione per lo sfruttamento delle acque, il sì è un atto dovuto e la conferenza dei servizi solo una formalità. Una posizione che mette in agitazione il comitato che interviene sul caso: «Il 20 dicembre in Regione ci sarà la conferenza dei servizi per la centrale idroelettrica sulla Lima. Nonostante la quasi unanimità delle istituzioni coinvolte abbia dichiarato la totale contrarietà al progetto, non ci sentiamo affatto ottimisti. Le molte, troppe anomalie che hanno accompagnato l'intero iter ci hanno reso diffidenti e guardinghi. Non riusciamo a capire come tanto cemento e acciaio in una zona considerata di pregio ambientale possa avere ottenuto un parere favorevole da una soprintendenza che spesso fa le pulci a un muretto di cinta o al cancello di un privato. Non abbiamo compreso perché a noi sia toccato far rilevare difformità nei progetti presentati quando enti ed autorità preposte l'hanno a lungo ignorato».

«Non ci quadra – prosegue la nota – che la Regione si sia limitata a un rinvio della conferenza in luogo di un annullamento immediato del procedimento, dal momento che lo stesso ex presidente della Provincia che approvò la "Via" ha pubblicamente confermato che il progetto presentato in Regione è difforme da quello presentato in Provincia. Come se tutto ciò non bastasse il Comune di Bagni di Lucca ha prodotto documenti che comprovano l'inosservanza delle distanze minime dalle dighe a monte, come previsto dalla normativa precedente, per altro molto più permissiva di quella oggi in vigore. Negli ultimi giorni alcuni di noi sono stati chiamati dalle autorità competenti, e questo ci fa ben sperare nell'operato della magistratura a cui abbiamo affidato un dettagliato esposto sulla vicenda».

Emanuela Ambrogi

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