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Mercatino solidale con i migranti

LUCCA. Ci sono volte in cui davvero un pallone e un campetto di terra battuta possono segnare il solco tra la distanza e la partecipazione. Benvenuti a Casa Telemaco, il luogo dove si ricostruiscono...

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LUCCA. Ci sono volte in cui davvero un pallone e un campetto di terra battuta possono segnare il solco tra la distanza e la partecipazione. Benvenuti a Casa Telemaco, il luogo dove si ricostruiscono le speranze e i pregiudizi si perdono. Benvenuti nel gruppo appartamento per minori stranieri non accompagnati e richiedenti asilo, attivato dalla Cooperativa Odissea a Massa Macinaia e ricavato nella casa del prete, don Luigi, al secondo piano. Qua sei ragazzi minorenni, la maggior parte dei quali aveva passato un periodo piuttosto lungo nel centro di prima accoglienza gestito dalla Croce Rossa di Lucca in via delle Tagliate, provenienti da Benin, Costa d'Avorio, Senegal Gambia e Guinea, stanno dando vita a un progetto di integrazione che l'amministrazione comunale di Capannori intende replicare anche altrove. Tutto è nato a metà ottobre, su un campo di pallone. E arriva a ieri, quando gli ospiti di Casa Telemaco insieme al gruppo giovani della parrocchia hanno venduto di fronte alla chiesa i manufatti natalizi che hanno preparato nelle scorse settimane. I soldi guadagnati saranno dati al prete affinché li spedisca alle popolazioni colpite dal terremoto del Centro Italia. «Tutto è nato in modo spontaneo - spiegano Riccardo Bonetti e Riccardo Pensa, i due operatori di Casa Telemaco - Galeotto è stato il calcio, perché il campetto della parrocchia veniva utilizzato dai ragazzi del paese, oltre che dai nostri minori. Piano piano hanno cominciato a giocare insieme, poi a uscire insieme, poi gli uni andavano a casa degli altri. I ragazzi di Casa Telemaco ci hanno chiesto di aiutarli ad organizzare un torneo aperto a tutti: ecco, lì è stata la svolta. Il torneo ha fatto da collante e ha gettato la base perché nascessero delle amicizie vere». È stata poi la catechista Antonella a lanciare l'idea di fare qualcosa per il Natale: qualcosa che potesse riguardare tanto le abilità manuali quanto la crescita umana. Perché no? «Da diverse settimane - aggiunge l'assessora comunale Ilaria Carmassi - i ragazzi si ritrovano in casa per preparare i piccoli pensieri natalizi. Si tratta di un progetto importante, che contiene tanti aspetti al proprio interno: il legame con il territorio, la solidarietà per le popolazioni colpite dal terremoto, la voglia di rendere fluido il processo di integrazione».

Nadia Davini

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