Il Tirreno

Lucca

Pd, Bruzzesi tende la mano

di Luca Cinotti

Parla il commissario comunale: «Non sono il capo di una fazione. La matassa si può sbrogliare»

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LUCCA. «Non sono il capo di una fazione, né vengo con il mandato di distruggere qualcuno». Stefano Bruzzesi, il giorno dopo la sua nomina a commissario del Pd comunale di Lucca, getta acqua sul fuoco e prova a spargere un po’ di ottimismo.

La sua designazione da parte del segretario regionale Dario Parrini su richiesta di quello territoriale Patrizio Andreuccetti, è stata accolta con polemiche, anche accese, dalla parte di partito etichettabile come “non renziana”. O, visto che di Lucca si parla, da quella parte che si riconosce nel sindaco Alessandro Tambellini e che proprio da lui vuole ripartire invista delle elezioni comunali della prossima primavera. Senza primarie. Dalla serata di venerdì, dunque, soprattutto su Facebook si sono susseguiti come una mitraglia i commenti negativi sull’arrivo del commissario.

Il quale non si scompone e ricorre a una battuta: «Fortunatamente fra poco è Natale e tutti diventano più buoni». Poi, uscendo dal tono faceto, spiega quali saranno i suoi primi passi: «Prima di Natale verrò una volta a Lucca e avrò dei contatti. Ovviamente vedrò il sindaco Tambellini, anche se come responsabili degli enti locali del Pd toscano, in questi cinque anni, ci siamo incontrati più volte e c’è una stima reciproca». Bruzzesi sembra voler gettare ponti verso tutte le anime del partito, quando sottolinea che «il livello dell’amministrazione e di tutta la classe politica della città è buona». Il punto nevralgico, ovviamente, è quello delle (eventuali) primarie.

Su queste, tuttavia, Bruzzesi non sembra aver fretta. Anzi. «Per le primarie ci sono trenta giorni a partire da ieri (cioè da venerdì, ndr) per raccogliere le firme. Credo che sia un lasso di tempo che basti e avanzi per cercare un punto di equilibrio». Una sorta di garante, dunque. Che non parteggi per alcuna delle “fazioni” in campo. Compito non facile, perché gli animi sono esacerbati: «Probabilmente sono tutti sotto stress anche a causa della macanza di un segretario, di una guida - continua Bruzzesi -. Con un po’ di serenità e di tranquillità credo che la matassa si possa sbrogliare senza troppa difficoltà».

Bruzzesi punta anche a riportare nell’alveo del partito, in vista delle comunali 2017, il presidente del consiglio comunlae Matteo Garzella, che venerdì si è “sfilato” dando a tutti appuntamento al primo turno delle amministrative, facendo così capire che intende correre al di fuori del suo partito: «Ho conosciuto anche il presidente Garzella e lo ritengo una persona intelligente e capace. È vero che ha fatto quelle dichiarazioni, ma come si suol dire “solo gli stupidi non cambiano mai idea”...».

Basterà per raccogliere i cocci di un partito che, a livello comunale, sembra aver perso ogni sembianza di unità? Le prossime settimane risponderanno a questa domanda. Ma una cosa sembra certa: difficilmente il clima potrà rasserenarsi se, alla fine, si andrà effettivamente a primarie, con il conseguente “smarcamento” di Tambellini. In quel caso, il big bang del Pd lucchese potrebbe essere solo all’inizio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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