Il Tirreno

Lucca

I giardini della scultura come omaggio a Santini

di Paola Taddeucci
I giardini della scultura come omaggio a Santini

Nella sede della Fondazione Ragghianti riorganizzata l’esposizione permanente di circa 30 opere raccolte dal primo direttore: fra i nomi Cascella e Pomodoro

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LUCCA. Un omaggio al suo primo direttore, lo storico dell'arte Pier Carlo Santini. E un modo per diventare, ancora di più, un luogo dell'arte, frequentato e aperto alla città. La Fondazione Ragghianti ha inaugurato i “Giardini della scultura”, esposizione permanente di opere appartenenti alla sua collezione. Sono una trentina di creazioni di alcuni dei più importanti artisti italiani del 1900, tra i quali Giò Pomodoro e Pietro Cascella, che già si trovavano nella sede di via San Micheletto, ma non erano valorizzate. Per la maggior parte si tratta di donazioni arrivate nel corso degli anni Ottanta e Novanta del Novecento, quando il centro studi voluto da un altro grande storico dell'arte, Carlo Ludovico Ragghianti, e dalla moglie Licia Collobi – poi a loro intitolato - divenne Fondazione.

Decisivo, nella costituzione della collezione, fu Santini, primo direttore mai dimenticato e precursore dell'idea della scultura ambientale, allora quasi ignorata, se non addirittura ritenuta impossibile. Un’idea che Santini, con coraggio, introdusse a Lucca promuovendo sulle Mura una mostra di opere contemporanee en plein air. «Ma il suo merito va oltre – sottolinea Paolo Bolpagni, il direttore attuale della Fondazione - perché Santini credette alla scultura in un momento in cui questo tipo di arte sembrava destinata all'oblio».

Di qui l'idea di valorizzare ciò che lui aveva raccolto e di rendergli omaggio, intitolandogli i “Giardini”, che intendono essere – aggiunge Bolpagni – un dono di bellezza per la città di Lucca e per tutti i visitatori dello splendido complesso di San Micheletto, sede della Fondazione dal 1981. La nuova collocazione della collezione – progettata dall'architetto Mauro Lovi – esalta la bellezza sia del luogo sia delle stesse sculture. Nel primo chiostro sono presenti opere di Pomodoro, Cascella, Ugo La Pietra, Pino Castagna e altri: c'erano già, messe un po' alla rinfusa sotto il colonnato e senza alcuna protezione. Lovi ha sistemato le più piccole in teche di vetro, allineandole con maggior ordine sempre sotto le colonne, mentre due opere monumentali sono allo scoperto, sulla parte erbosa del chiostro: il “Sole produttore” realizzato da Pomodoro nel 1980 e “Giselda e Timoteo” del 1966, di Quinto Ghermandi. Nell'occasione è stato risistemato anche il pratino con nuove aiuole di piante aromatiche e di lavanda a fare da contorno alle opere d'arte.

Sculture monumentali in marmo e in pietra – di Giuliano Vangi, Mario Negri e Lorenzo Guerrini - sono poi visibili nel secondo chiostro insieme con terrecotte e ceramiche. Coinvolta anche la biblioteca della Fondazione dove si trovano opere, tra gli altri, di Alberto Viani e Ivan Theimer. Per quanto riguarda il primo chiostro i visitatori potranno entrare sempre: l'apertura sarà tutti i giorni, fino a mezzanotte, in orario continuato. Il secondo chiostro e la biblioteca sono invece visitabili dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.

Il nuovo allestimento nella sede della Fondazione Ragghianti dà spunto ad Arturo Lattanzi, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca che del complesso di San Micheletto è proprietaria, di rinnovare il suo sostegno all'importante centro d'arte. Che – ribadisce Lattanzi – diventerà il braccio operativo della Fondazione Cassa per la cultura. All'inaugurazione sono poi intervenuti, tra gli altri, Giorgio Tori, presidente della Ragghianti, l'architetto Lovi e il sindaco Alessandro Tambellini che, nel ricordare Santini e la sua memorabile mostra, ha espresso l'augurio di rivedere qualcosa come quello che lo storico dell'arte mise in piedi tanti anni fa. «Le Mura sono lì che attendono – le sue parole -. È il mio sogno di farne un luogo di integrazione con la scultura contemporanea».

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