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Lucca

la decisione del segretario regionale

Parrini commissaria il partito comunale I poteri a Bruzzesi

LUCCA. Arriva il commissario per il Pd comunale di Lucca, dopo le dimissioni (per motivi personali) del segretario Francesco Bambini. Si tratta di Stefano Bruzzesi, responsabile enti locali per il Pd...

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LUCCA. Arriva il commissario per il Pd comunale di Lucca, dopo le dimissioni (per motivi personali) del segretario Francesco Bambini. Si tratta di Stefano Bruzzesi, responsabile enti locali per il Pd Toscana. Una decisione che è stata resa nota dal segretario regionale Dario Parrini durante la direzione di ieri a Firenze.

Parrini ha spiegato di aver preso la decisione di nominare un commissario a Lucca su richiesta del segretario territoriale Patrizio Andreuccetti «stante la possibilità di individuare un segretario condiviso sul territorio».

Dal momento delle dimissioni di Bambini, infatti, la situazione si era “incartata”. Complice un partito, a livello comunale, diviso quasi esattamente a metà fra renziani e non renziani: proprio Bambini (candidato dai primi) ebbe la meglio su Francesca Pacini con soli nove voti di scarto. Nelle ultime settimane si sono susseguiti gli incontri per cercare di individuare un nome condiviso, per evitare di andare a una nuova conta, con numero giocoforza incerti, a pochi mesi dalle elezioni comunali. L’accordo, però, non si è trovato e così è arrivato il commissariamento.

Decisione che non trova favorevole la parte di partito più vicina al sindaco. In direzione regionale è intervenuta Cecilia Carmassi, che ha ricordato come «nel Pd il commissariamento ci sia stato solo in situazioni di grave illegalità oppure non gestibili. Nel Pd lucchese questo non avveniva: si discuteva, ma questa è la politica. Il problema è che dalle dimissioni di bambini mai è stata riunita l’assemblea comunale, che dovrebbe votare il segretario. Per questo ho chiesto a Parrini di riunirla, per parlare con gli iscritti».

Duro anche il capogruppo in consiglio comunale Francesco Battistini: «È una sconfitta della politica intesa come mediazione, come confronto. Èuna sconfitta del partito come luogo deputato alla dialettica politica ed alla sintesi. I nostri elettori non capiranno. Gli strumenti c'erano. È mancata la volontà. E ora avanti con Tambellini».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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