Il Tirreno

Lucca

Via per Camaiore, «un rischio continuo»

di Flavia Barsotti
Via per Camaiore, «un rischio continuo»

Ultimo incidente la sera del 14 dicembre. L’appello accorato del comitato: «Va ampliato un tratto critico di cinquanta metri»

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LUCCA. Se la cosiddetta "curva del Bollore" non prendesse il nome dalla località in cui si trova, certamente farebbe pensare a un appellativo dovuto alla situazione calda che vi ruota intorno. Mercoledì sera, 14 dicembre, un nuovo incidente in corrispondenza di questo tratto sulla via per Camaiore, Strada Provinciale 1, ha riacceso una problematica mai sopita. In questo caso, fortunatamente, i conducenti dei due veicoli coinvolti nello scontro, non hanno riportato lesioni gravi, ma il rischio che potesse capitare qualcosa di serio ha convinto il comitato La Valfreddana delle idee a tornare ancora sull'argomento. «L'ennesimo incidente da quando è stato realizzato l'ultimo ampliamento della sede stradale - dichiarano -. La situazione di estrema pericolosità è sotto gli occhi di tutti».

Una condizione difficile, dovuta al restringimento della carreggiata e a una serie di curve di raggio ridotto, peggiorata, a loro avviso, proprio dopo la realizzazione del terzo lotto dei lavori della Provincia nell'ambito di un progetto di adeguamento della Sp1 ed effettuati circa un anno e mezzo fa.

«Questi avrebbero dovuto riguardare l'ampliamento di un tratto più lungo - spiega Luca Bini, segretario del comitato - ma per mancanza di fondi, hanno visto ridursi l'area interessata. Purtroppo l'ultima tranche ha paradossalmente reso più pericoloso il passaggio poiché i lavori sono terminati proprio a ridosso della curva più stretta, allargata solo sul lato versante Camaiore».

Allo stato attuale i veicoli che da Camaiore vanno verso Lucca, approfittando della superficie maggiore, si spingono fino al centro della curva, trovandosi poi a fare i conti con la strettoia. I mezzi che da Lucca transitano in direzione Camaiore, invece, in prossimità della curva, per la carreggiata limitata, invadono verso sinistra la corsia che procede nel senso opposto. In questo modo, i veicoli finiscono per trovarsi fin troppo vicini tra loro, con il rischio di collisioni che coinvolgono anche mezzi pesanti. Il traffico che grava su questa zona è molto consistente, dovuto anche alle tante attività produttive. «Sono inoltre frequenti gli ingorghi - aggiunge Bini -. Qualche mese fa, un tir e un autobus sono rimasti incastrati al centro della curva e sono stati rimossi con difficoltà, causando piccole contusioni ai passeggeri e tanta paura». A poco sono valse, per il momento, le richieste del comitato La Valfreddana delle idee agli enti competenti. «A luglio il consigliere provinciale Mario Puppa ci assicurò che avrebbe preso in considerazione le proposte e realizzato almeno gli interventi urgenti di messa in sicurezza. Poco tempo prima, anche la Regione Toscana aveva ricevuto una delegazione di comitati della Valfreddana, durante un'udienza nella IV commissione, presieduta da Stefano Baccelli, che si disse disponibile a trovare soluzioni. In quell'occasione, evidenziammo anche la pericolosità di altri punti della strada, come le curve del tratto compreso fra località Ponte del Giglio e il ristorante Il Guercio». Nonostante ciò, ad oggi niente è cambiato. «Cinquanta metri in più di ampliamento migliorerebbero la situazione - prosegue Bini -. Importante sarebbe anche un impianto di illuminazione adeguato perché di notte la visibilità è scarsa. Se non sono possibili interventi strutturali, vorremmo almeno una segnaletica verticale e orizzontale più incisiva e dei rallentatori, come le bande rumorose. Il nostro non è un appello polemico, ma una richiesta accorata per salvaguardare l'incolumità di chi transita su questa strada. Non dimentichiamo che, in quanto via Francigena, è percorsa a piedi anche da molti pellegrini che, in tratti come questi, vanno incontro a enormi rischi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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