Gioco
Il lavoro industriale della Recard raccontato in un catalogo d’arte
L’azienda leader nella produzione di macchine per cartiera inaugura un nuovo modo di presentarsi La realizzazione del libro è stata curata dalla “Mviva” del critico ed esperto Vanni, direttore del Lu.C.C.A.
LUCCA. Leonardo da Vinci e le botteghe del Rinascimento. Il simbolo massimo dell'ingegno e la testimonianza di uno dei momenti più creativi dell'uomo. Si ispira a tutto questo “Recard, the State of the Art”, il libro con cui l'azienda metalmeccanica Recard ha inaugurato un nuovo modo di presentarsi, testimonianza di una scelta operata da tempo: fare della cultura, cioè, la propria anima identitaria.
Si tratta di un catalogo che descrive ciò che è e fa l'azienda, nata nel 1962 a Villa Basilica e specializzata nella progettazione e produzione di macchinari per la carta tissue. Ma la definizione di catalogo suona riduttiva. “The State of the Art” - in italiano “L'eccellenza” - appare un libro d'artista, un racconto visivo, a tiratura limitata di 150 esemplari, in cui le immagini reinterpretano i luoghi di produzione e ne danno una lettura diversa da quella classica.
L'officina diventa un laboratorio rinascimentale, il gioco di luci e ombre ricrea l'atmosfera tipica della bottega artistica, l'obiettivo della macchina fotografica si sofferma sugli uomini, che con la loro sapienza manuale danno un valore aggiunto alla produzione. E poi la scelta della carta, il tipo di rilegatura esclusivamente a mano e la confezione: tutto rispecchia la filosofia aziendale e l'attaccamento ai metodi di lavorazione artigianale. In copertina c'è l'Uomo vitruviano di Leonardo, sinonimo di perfezione ed equilibrio: è lui la via maestra che guida idealmente la Recard alla costante ricerca dell'innovazione tecnologica che sia rispettosa della tradizione, di ambiente e territorio. Ma “The State of the Art” va oltre: è il pretesto per promuovere il valore dell'artigianalità nella tecnologia e nell'innovazione dell'industria metalmeccanica italiana. «E per avvicinare il mondo dell'industria a quello della cultura e del territorio – sottolinea Maurizio Vanni, presidente di Mviva che ha realizzato il libro - per riscoprire i valori che fanno della Toscana, e dell'Italia, un luogo unico, distintivo e fortemente produttivo». La bellezza dell'Italia, insomma, non è solo un sentimento, è realtà: quella della Recard e di altre piccole e medie aziende che hanno capito come la cultura e il territorio siano strumenti strategici per i distretti industriali, il più naturale ed efficace tra i catalizzatori. A riconoscerlo è Confindustria Toscana Nord, nella cui sede in palazzo Bernardini a Lucca si è svolta la presentazione del libro. Tra gli altri, vi hanno preso parte il vicepresidente degli industriali Claudio Romiti, con molti rappresentanti del mondo istituzionale e bancario di Lucca e Pistoia, oltre al fondatore di Recard, Luciano Cardinotti, uno dei tre con cui iniziò 54 anni fa, e ai dirigenti dell'azienda. «La Recard – dice Romiti – ha i piedi qui, il cuore e la testa in tutto il mondo. È nel suo dna la capacità di fare e rinnovare, rimanendo legata al territorio. È uno dei nostri punti di forza, un fiore all'occhiello, un esempio da seguire». Circa settanta dipendenti, un fatturato di oltre trenta milioni, l'azienda di Villa Basilica è il principale fornitore di macchine tissue per il distretto cartario di Lucca, ma le vende in cinquanta Paesi. Le progetta e le realizza su misura, solo con prodotti italiani o europei di alta qualità. Questa capacità innovativa ha portato, nel 2014, alla messa sul mercato di un impianto capace di fare più di duemila metri di carta al minuto: è una delle poche aziende al mondo in grado di garantire tale velocità. Ma non è il solo record di cui la Recard si vanta. «In 54 anni di vita – ricorda il dirigente Rony Michelini – non abbiamo avuto un'ora di sciopero, il ricambio di personale è bassissimo, i fornitori sono gli stessi da sempre e il nostro approccio al lavoro è artigianale. No ci interessa diventare più grandi, ma continuare ad avere un rapporto umano con i clienti». L'avvicinamento alla cultura è stato un approdo naturale e, prima di “The State of Art”, si è concretizzato in varie iniziative con il Lu.C.C.A museum, tra cui una mostra dedicata a Leonardo, le aperture della fabbrica legate ad esposizioni fotografiche e stand fieristici come installazioni d’arte.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
