Il Tirreno

Lucca

Crac del calzaturificio, imprenditore di fatto condannato a 4 anni

Per bancarotta legata al fallimento della Atmosphere srl La moglie aveva patteggiato dal gup, il figlio è stato assolto

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LUCCA. Un fallimento datato 30 gennaio 2014 di un piccolo calzaturificio con sede in via villa Fontana a San Colombano attraverso i riscontri del curatore fallimentare nominato dal tribunale, il commercialista Filippo Lucchesi, ha portato all’incriminazione dell’amministratore di fatto della società a responsabilità limitata Atmosphere che ieri mattina è stato condannato dal collegio del tribunale presieduto da Stefano Billet. Nei guai è finito Lorenzo Quilici, 58 anni, residente nella Piana, che l’accusa, retta dal sostituto procuratore Enrico Corucci, avrebbe dissipato beni della società fallita per alcune centinaia di migliaia di euro. In particolare, stando alla relazione accurata della curatela, non avrebbe consegnato la macchina prefissatacchi, l’incollatrice marca Nav, la cambratrice usata per sagomare la parte anteriore della tomaia di una scarpa o di uno stivale marca Sigma e un compressore di 24 litri. Non solo. Stando all’accusa avrebbe sottratto dalla curatela fallimentare la somma pari almeno al 15% del fatturato nei confronti della ditta cliente Vison81 intestata al figlio, Alain Quilici, anche lui accusato di bancarotta patrimoniale, ma assolto dal collegio per non aver commesso il fatto (la ditta, tra l’altro, aveva la stessa sede operativa della società a responsabilità limitata fallita). Per gli anni 2011, 2012 e 2013 - rispettivamente per 1,3, 1,2 e 463mila euro - la Atmosphere srl aveva emesso le fatture ad un prezzo inferiore di almeno il 15% rispetto a quello di mercato. A Lorenzo Quilici il pubblico ministero ha anche contestato la cattiva tenuta dei libri e delle scritture contabili in modo da non rendere possibile la ricostruzione del patrimonio e il movimento degli affari del calzaturificio indicando sino all’esercizio 2011 il falso valore di rimanenze pari a 215mila euro per non far emergere la reale situazione economico-finanziaria della società. Infine a Lorenzo Quilici, amministratore di fatto si era astenuto dal chiedere nel 2011 il fallimento della Atmosphere srl e continuava l’attività nonostante le corpose perdite avessero determinato una riduzione del capitale al di sotto del minimo legale e il suo completo azzeramento e cagionando un aggravamento del dissesto.

La condanna. Il collegio ha condannato a quattro anni di reclusione Lorenzo Quilici - che aveva già avuto una condanna per lo stesso tipo di reato - con interdizione di cinque anni dai pubblici uffici e inabilitazione all’esercizio di un’impresa commerciale per dieci anni. Per lo stesso reato avevano patteggiato dal gup 16 mesi con i benefici i due amministratori legali succedutisi e tra questi anche la moglie dell’imputato condannato in aula.

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