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Lucca Comics, polverone sulle assunzioni

di Barbara Antoni
Lucca Comics, polverone sulle assunzioni

Tredici arrivi in organico in pochi anni, di cui sei tramite conciliazione e tre in via diretta. Giorgi (M5S): « Hanno violato la legge»

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LUCCA. Concorsi pubblici, assunzioni mediante conciliazioni, promozioni, incarichi dirigenziali, compensi. Tutto ciò che attiene ai movimenti nella pianta organica di Lucca Comics and Games srl, la società interamente pubblica che organizza il festival del fumetto, inserita in Lucca Holding (si trasformerà in Lucca Crea, dopo avere inglobato Lucca Fiere e Congressi) finisce ai raggi x, ad opera della consigliera comunale pentastellata Laura Giorgi. Intenzionata, per sua ammissione, a vederci chiaro sulle modalità di assunzione, compresa la selezione pubblica del 2013 da cui furono assunti due addetti alla segreteria e due contabili: i quattro che vincitori avevano tutti avuto precedenti rapporti di lavoro (in forma precaria) con la società.

«A seguito di segnalazioni ricevute, ci siamo sentiti in dovere di approfondire un controllo sulle modalità di assunzione, specie a tempo indeterminato, di 13 lavoratori di Lucca Comics & Games. Ciò anche perché, dall'entrata in vigore della legge 133 del 2008, il reclutamento del personale e il conferimento di incarichi nelle società di servizi pubblici locali a totale partecipazione pubblica, deve avvenire sempre in piena evidenza pubblica», dice la Giorgi.

È iniziato un fitto carteggio tra lei e la società del festival del fumetto. Dal 21 ottobre 2016, a più riprese, la consigliera di M5S ha chiesto informazioni e accesso agli atti della documentazione sulle assunzioni, compreso quelle avvenute a seguito di verbali di conciliazione in sede sindacale per tutti i dipendenti assunti con questa modalità e l’atto di assunzione del direttore Renato Genovese a tempo determinato.

«La nota di risposta del 14 novembre - spiega la Giorgi - ci dà uno stato di fatto inqualificabile: su 13 assunti in servizio negli ultimi anni, solo 4 lo sono stati con selezione pubblica, 3 risultano assunti a chiamata diretta (senza selezione pubblica), 3 con verbale di conciliazione in sede sindacale ex articolo 2133 del Codice Civile (in merito a “rinunzie e transazioni”, ndr), due hanno ottenuto che il loro contratto fosse trasformato da tempo determinato a tempo indeterminato tramite conciliazione giudiziale ma non si dice come avessero iniziato il rapporto di lavoro. Uno, inquadrato in precedenza con un incarico di collaborazione a progetto, è stato assunto a tempo determinato, fino al 31 dicembre 2016, tramite accordo conciliativo. Risulta anche che Emanuele Vietina, seppure incaricato della co-direzione del festival (diventerà direttore dal 2017, ndr), non riveste una qualifica dirigenziale». Per la Giorgi si tratta di «violazioni di legge».

Alla sua ultima richiesta del 21 novembre di ricevere in copia atti del concorso del 2013, dei verbali di conciliazione e delle trasformazioni da tempo determinato a indeterminato, la società ha risposto che questi atti sono consultabili solo di persona ma non in copia.

«Tutte le assunzioni - è la risposta di Francesco Caredio, presidente del cda di Lucca Comics - sono state fatte per tutelare il patrimonio umano della società, e sempre a norma di legge e con pareri legali di supporto, sia tramite concorsi a evidenza pubblica che tramite conciliazioni di fronte ai sindacati. Mezzi del resto usatizzati da ogni società». E sulle 4 assunzioni da concorso del 2013 con vincitori tutti ex dipendenti precari della società, Caredio spiega che «in base alla legge Fornero veniva applicato un punteggio aggiuntivo agli ex collaboratori. Oggi la società ha 12 dipendenti, di cui 2 da Lucca Fiere e congressi. Quanto al direttore, la sua è una funzione assegnata dalla società, non ha bisogno di nomina come ad esempio quello del teatro del Giglio».

«Qualche mese fa, quando sono stato informato delle ultime richieste di stabilizzazione dietro minaccia legale - spiega Andrea Bortoli, amministratore unico di Lucca Holding - ho raccomandato alla società di valutare il rischio causa e allo stesso tempo che non ci fossero altre situazioni del genere. Nel 2016, il cda aveva deciso di bandire un concorso, ma poi sono arrivate le lettere di conciliazione dagli avvocati di tre dipendenti precari e il concorso non si è fatto. Devo dire che le assunzioni del 2016 sono venute a misurarsi con un impianto normativo cambiato: quello del Jobs Act, che vietava di procrastinare contratti in forma di Co-co-pro».

Infine, sulle copie degli atti “negate”, Bortoli spiega che per le srl «le normative sulla trasparenza prevedono che il socio possa informarsi tramite consultazione degli atti e non possa riceverli in copia. Il consigliere comunale viene assimilato al socio». In proposito sono stati richiesti, a norma di legge, il parere di un legale, del segretario comunale e del presidente del consiglio comunale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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