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Lucca

In trappola la coppia che rubava vestiti di lusso

In trappola la coppia che rubava vestiti di lusso

Entravano nei negozi e nascondevano la refurtiva nella fodera dei cappotti Sono stati scovati dai carabinieri in una camera d’albergo a Montecarlo

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CAPANNORI. Era una sorta di “taccheggio avanzato”. Azioni fatti in negozi di abbigliamento che per qualche tempo hanno consentito a una coppia di malviventi di farla franca. Ma - alla fine - anche per loro è arrivato il momento di doversi arrendere ed è scattata la denuncia a piede libero con l’accusa di furto aggravato.

I protagonisti di questa storia sono due cittadini serbi, in Italia senza fissa dimora: si tratta di un uomo di 45 anni con precedenti specifici e di una donna di 35, che invece risulta essere incensurata.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e della stazione di Altopascio, i due sono responsabili di una seriei di furti in negozi di abbigliamento e di oggetti di lusso fra Lucca e Firenze.

Il modus operandi della coppia era ormai particolarmente affinato. I due entravano nell’attività commerciale che avevano messo nel mirino e, dopo aver scelto gli oggetti che ritenevano più interessanti, utilizzando una pinza modificata facevano saltare la placca antitaccheggio.

La seconda parte del piano prevedeva poi di occultare la merce sotto il cappotto. E per essere più sicuri di farla franca, avevano anche abiti con una doppia fodera. Fatto questo, uscivano con tranquillità dal negozio che avevano appena svaligiato e andavano in una camera dell’hotel “La Nina” di Montecarlo.

Proprio lì sono stati trovati anche dai militari, al termine di un lungo periodo di osservazione e di pedinamento, dopo che erano riusciti a risalire all’auto utilizzata dai due e al luogo che fungeva da loro “covo”.

All’arrivo dei militari la coppia non ha opposto alcuna resistenza.

Durante la successiva perquisizione venivano rinvenuti capi di abbigliamento e accessori dal valore complessivo di circa 20.000 euro, oltre alla pinza modificata e a una somma in contanti (in banconote di 500 euro) per complessivi 4.700 euro, proventi dell’attività illecita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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