Gioco
Palestre chiuse, c’è chi rivuole i soldi
Marcinnò (Libertas): «Importante trovare subito una soluzione». Sempre più forte l’ipotesi della ex Cavallerizza
LUCCA. Centinaia di persone senza un luogo dove allenarsi e frequentare i corsi sportivi comunali. E ora c’è chi ha cominciato a chiedere indietro i soldi dell’iscrizione, in attesa di trovare una soluzione alternativa che potrebbe essere rappresentata dall’ex Cavallerizza. La chiusura delle tre palestre del Palatagliate per problemi ai solai si sta rivelando un’ingarbugliata matassa che rischia di scontentare associazioni e sportivi.
Lo spiega bene Renzo Marcinnò, presidente della Polisportiva Libertas, una delle società più impegnate al Palatagliate, visto che ha ben 11 corsi in programma nelle tre “palestrine” che sono state chiuse dal Comune sulla scorta di una relazione tecnica. «È un disagio molto grande, per noi come per tanti altri enti di promozione. Sono anni che abbiamo concentrato al palazzetto i corsi Comunali, con centinaia di ragazzi e famiglie. E c’è chi ha chiesto il rimborso dell’iscrizione».
Niente, dall’inizio dei corsi, faceva pensare a problemi negli spazi del palazzetto di via delle Tagliate: «Non è caduto nemmeno un calcinaccio - prosegue Marcinnò -. Devo però dire che sono stato meravigliato, positivamente, perché oltre a mandarci la lettera che ci comunicava la sospensione delle attività, si è anche proposta un’alternativa».
Si tratta dell’utilizzo, almeno in via temporanea, dell’ex Cavallerizza di piazzale San Donato. Una soluzione che è al centro delle proposte che gli uffici comunali stanno preparando in vista dell’incontro di domani con le associazioni sportive: al tavolo, oltre alla Libertas, si siederanno . Ma che non è priva di difficoltà: «Dobbiamo considerare che si tratta di un grande spazio unico - continua Marcinnò - e che quindi dovrà essere suddiviso in qualche maniera». Non è, poi, improbabile che anche alle associazioni sportive vengano richiesti dei sacrifici, magari accorpando dei corsi o modificando degli orari rispetto a quanto fatto fino ad ora.
Certo è che questa situazione che si sta verificando proprio a fine anno lascia un po’ di amarezza in bocca alle società che utilizzano il palasport. Anche perché, in realtà, un’alternativa importante loro l’avrebbero individuata: «Ci sarebbe - ricorda infatti Marcinnò - la possibilità di recuperare la palestra Bacchettoni, che potrebbe essere una struttura essenziale per lo sport lucchese e anche per l’attività scolastica degli istituti che hanno la propria sede nel centro storico. E invece, anche questi cinque anni di amministrazione sono passati senza che niente di nuovo si sia visto e, anzi, il rischio è che l’intero complesso finisca nel degrado e non si capisce quali siano i ritardi e gli intoppi».
Questione tempi fondamentale anche per rimettere in sesto il palasport: il Comune ha parlato di un anno per completare i lavori, ma il precedente, nella stessa struttura, della piscina fa dormire a più d’uno sonni agitati.
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