Toscana
Centraline, si lavora sui tecnici regionali in vista del 20 dicembre
Baccelli: aiutiamoli a capire che si sono superati i limiti Dubbi anche sulla sostenibilità economica dell’operazione
BAGNI DI LUCCA. Dubbi anche sulla sostenibilità economica delle nuove centraline nel bacino della Lima. Sono quelli di Stefano Baccelli, consigliere regionale ed ex presidente della Provincia. Che ritorna sulla questione dopo la notizia della mozione che ha presentato, proprio in consiglio regionale, sulla questione delle centraline per le quali, spiega, di fatto non c’è più spazio in un territorio che ha scelto attivitià economiche compatibili con l’ambiente.
Baccelli sta lavorando per far capire ai tecnici della Regione - in vista della conferenza dei servizi del 20 dicembre per il progetto della Green Factory sulla Lima, a Cevoli di Fabbriche di Casabasciana - la realtà dei luoghi in cui sono richiesti nuovi impianti. La sua mozione che impegna la giunta a considerare la compatibilità dell'impianto oggi, anche alla luce di modifiche al progetto iniziale, in una valle che vive di natura e turismo fluviale, peraltro satura di dighe e oggetto di nuove richieste di realizzazione di centraline.
«Non è questione di essere pro o contro le centraline - spiega il consigliere che per due mandati è stato anche presidente della Provincia -. Rispetto al 2000, quando ci fu il boom di richieste per sfruttare i fondi per le energie rinnovabili, la situazione è molto cambiata.
«All'epoca - ricostruisce Baccelli - i piccoli Comuni, nel rispetto della legge, tendevano a favorire le concessioni per avere in cambio qualche introito dai gestori degli impianti. E gli uffici delle Province non potevano andare contro legge, negando i permessi. Ma oggi il nostro territorio ha una concentrazione di dighe eccessiva e, nel frattempo, in tante zone su cui si vorrebbero costruire nuovi impianti si sono sviluppate attività turistiche che puntano sulla natura e che danno lavoro e benessere alle comunità». Di qui la scelta, politica, di porre uno stop al proliferare delle centraline. «Tra l'altro - aggiunge Baccelli - vanno tenute presenti modifiche nelle normative, anche da parte dell'Autorità di Bacino del Serchio. In loco la situazione è chiara, ma bisogna lavorare per aiutare i tecnici della Regione, che hanno ereditato le competenze delle Province, a capire che si sono superati i limiti. Un conto è analizzare una pratica sulla carta, a Firenze, un altro è conoscere la realtà dei luoghi in cui certi impianti dovrebbero essere collocati».
Baccelli confida quindi che l'azione congiunta degli amministratori locali, degli ambientalisti e dei tanti imprenditori che di turismo vivono valga a far capire le ragioni che si oppongono alla concessione di nuove autorizzazioni per dighe sui corsi d'acqua della Valle. «Va ricordato, inoltre, che sullo stesso torrente già insistono altre e numerose centrali idroelettriche, tanto che sarebbero da verificare, oltre alle invasive conseguenze ambientali, la stessa sostenibilità tecnico-economica dell'investimento. Nella mozione sottolineo infine come conseguentemente al riordino delle funzioni istituzionali si sia aperta una fase di trasformazione della nuova Regione da ente di legislazione e programmazione ad ente gestore che necessariamente dovrà mostrarsi maggiormente vicino alle esigenze delle comunità, avendo preso in carico compiti precedentemente svolti dalle Province. Anche per tale ragione, in una situazione come questa, è giusto aspettarsi dalla Regione una sensibilità concreta verso bisogni manifestati dai territori».
Emanuela Ambrogi
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