Il Tirreno

Lucca

Presa la gang del Penny Market Facchini di giorno, ladri di notte

di Luca Tronchetti
Presa la gang del Penny Market Facchini di giorno, ladri di notte

Arrestato un dipendente della cooperativa fiorentina addetta a spostare i pacchi della merce denunciato per furto in concorso un suo collega mentre un terzo operaio è nei guai per ricettazione

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ALTOPASCIO. Facchini e uomini di fatica addetti a spostare i pacchi con la merce da sistemare negli scaffali del market, durante la giornata si trasformavano in una gang dedita al furto quando entravano in turno di sera e di notte. Tre operai di una cooperativa fiorentina - addetti alla movimentazione dei prodotti del Penny Market di via del Palazzaccio ad Altopascio - sono finiti nei guai e uno di loro è stato sorpreso in flagranza di reato e arrestato mentre sottraeva merce dal magazzino e la sistemava fuori dalla recinzione dove un suo collega era pronto a farla sparire. Si tratta di Riccardo Dolfi, 44 anni, nato a Pistoia e residente a Montecatini. È accusato di furto aggravato in concorso e nel primo pomeriggio di ieri ha patteggiato la pena davanti al giudice monocratico Alessandro Dal Torrione a 9 mesi di reclusione e 300 euro di multa. Al termine della lettura del dispositivo è tornato in libertà ottenendo la sospensione della pena. Adesso rischia il licenziamento per giusta causa. Ad aiutare Dolfi nella sua azione due colleghi della cooperativa, che hanno messo a repentaglio il loro stipendio: un moldavo di 37 anni residente ad Altopascio e un marocchino di 46 che abita a Segromigno in Piano. Sono stati entrambi denunciati: il primo per furto aggravato in concorso con Dolfi avvenuto nella serata del 29 novembre scorso, il secondo per ricettazione visto che nella sua casa i militari hanno trovato parte della refurtiva trafugata martedì sera.

I fatti. La trappola scatta alle 23 di giovedì all’esterno dell’immenso capannone dove, spesso, nel piazzale ci sono decine di operai addetti alla movimentazione delle merci in arrivo che devono essere sistemate nel magazzino del Penny Market. I carabinieri di Altopascio sono appostati nelle vicinanze della struttura. Fuori dalla recinzione che delimita il capannone. Sono stati avvertiti 48 ore prima dai vertici del Penny Market. Dal responsabile della sicurezza. Dal magazzino sparisce merce per svariate migliaia di euro, forse 10mila. Qualcuno dall’interno tradisce. Ma il sistema di videosorveglianza non riesce ad immortalare l’autore o gli autori dei furti. Giovedì sera nel magazzino del Penny ci sono anche i vertici del market e il responsabile della sicurezza. Ma l’operaio della cooperativa, troppo sicuro di sè, non intuisce il pericolo e in tre sacchi ripone 24 bagnoschiuma marca Dove, 48 deodoranti da uomo e 24 da donna marca Day Active. 12 dopobarba marca Denim, 24 shampo marca Pantene, 36 dentifrici Colgate. E li sistema fuori dalla recinzione pronto a portarseli via in un secondo momento. Ma in quel frangente sbucano fuori i carabinieri di Altopascio e a Riccardo Dolfi crolla il mondo addosso.

I complici. Viene condotto in caserma e lì ammette non solo di aver commesso il furto di cosmetici e saponi, ma di aver agito anche la sera del 29 novembre con l’aiuto di un collega della cooperativa: un moldavo di 37 anni che vive ad Altopascio. Nel cuore della notte una pattuglia si precipita a casa dell’extracomunitario. Sta dormendo, ma alla fine apre la porta. E nella sua casa i carabinieri trovano tre televisori, un tosaerba e altra merce occultata nelle varie stanze. Una delle tv , ancora imballate, è sotto al letto. Ma all’appello mancano ancora scope a vapore Mediashopping, forni a micronde marca Samsung e altri piccoli elettrodomestici. Messo alle strette anche il moldavo crolla. Parte della refurtiva l’ha già piazzata a casa di un altro collega della cooperativa. Un marocchino che abita a Segromigno in Piano. I lampeggianti dell’auto dei militari viaggiano nella notte e giungono sino alla casa del facchino ricettatore. L’operazione-lampo si conclude con l’irruzione nell’abitazione dove, persino in soffitta, i carabinieri trovano la merce che manca all’appello.

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