Toscana
Bus, multe mai pagate chiuse negli scatoloni
Lucca, la consigliera Giorgi: «Sono migliaia». Il presidente di Ctt: «Quando la gente ci dà i dati sbagliati, a che serve spedirle?»
LUCCA. Sarebbero rinchiuse a migliaia all’interno di alcuni scatoloni. Sono le multe degli autobus che non verranno mai pagate. Quelle che i controllori hanno fatto a tutti quei passeggeri che, beccati senza biglietto e trovandosi di fronte gli ispettori, non hanno esibito la carta d’identità e, per cavarsela, inventato false generalità. «Mi chiamo Mario Rossi e abito in via Garibaldi numero 1», potrebbe aver detto, vigliaccamente, uno di loro. I controllori – e la stessa Ctt nord che opera nelle province di Lucca, Livorno, Pisa, Massa e Prato – purtroppo non hanno colpa. Dovrebbero ogni volta chiamare una volante della polizia per richiedere un intervento a bordo, rischiando di paralizzare il servizio pubblico, visto che le forze in campo purtroppo sono poche dappertutto. E l’azienda, in verità, non vedrebbe l’ora di spedire tutti quei chili di carta, ma ha scelto di non farlo perché oltre al danno subirebbe anche la beffa: pagare raccomandate che non verrebbero mai recapitate. Il motivo? Nomi e cognomi inesistenti, indirizzi sbagliati. Tanto vale rinunciare e lasciare i verbali chiusi negli scatoloni.
Il caso è stato scoperto dalla consigliera comunale del Movimento 5 Stelle Laura Maria Chiara Giorgi, che da tempo si occupa delle criticità del servizio pubblico. «Le multe fatte a coloro che non hanno pagato il biglietto – afferma l’esponente pentastellata, di professione medico – non vengono riscosse e sono lasciate marcire negli scatoloni». Ed elenca anche i numeri di cui sostiene di essere entrata in possesso. «La percentuale dei multati rispetto alle riscossioni è agghiacciante – afferma Giorgi – basti pensare che nel 2015 su 13.849.673 di passeggeri ne sono stati sanzionati 17.000, di cui 6.000 sull’urbano e 11.000 sull’extraurbano. E le riscossioni sono solo 600 su Pisa», mentre nell’area lucchese «596 pagate a bordo, 1.246 entro cinque giorni, 3.805 dopo cinque giorni, 445 a seguito della notifica, 3.288 in contenzioso e 4.700» sarebbero tutti «i verbali non riscossi».
Il problema nasce dal fatto che i controllori hanno un potere limitato quando salgono a bordo, dato che non possono comportarsi come dei poliziotti. La conferma arriva dallo stesso presidente di Ctt nord, Andrea Zavanella. «Alcune delle multe, una volta elevate, prima di essere notificate sono sottoposte a un controllo per capire se i dati forniti siano corretti o comunque verosimili – afferma il dirigente – perché, chiaramente, mandare a casa centinaia di raccomandate ha un costo non indifferente. È per questo che poi molte comunicazioni non vengono fatte. Invito comunque la consigliera Giorgi a venirci a trovare: rappresenta un Comune socio e sarei felicissimo di mostrarle il nostro lavoro».
La colpa non è certo dell’azienda, che per altro si è più volte mossa per chiedere una modifica della legge. Anche i sindacati confermano le difficoltà affrontate ogni giorni dai controllori. Gli scatoloni – che raccolgono i verbali impossibili da recapitare – rimarrebbero per un po’ a Lucca, forse per qualche mese, poi verrebbero spostati a Prato, dove c’è la direzione commerciale della società. «I nostri ispettori devono affidarsi alla buona volontà dei passeggeri – afferma Leonardo Andreozzi, rappresentante in Ctt nord per la Filt Cgil Lucca – e non avendo un tablet collegato con la questura né loro, né l’azienda, possono fare altrimenti. Quando becchiamo un trasgressore possiamo solo contattare la polizia sperando che si trovi nelle vicinanze e capisco l’azienda: se spedisse i verbali non arriverebbero da nessuna parte. Non ci sono alternative».
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