Il Tirreno

Lucca

L’OMICIDIO DI VANIA

Udienza gup fissata il 14 febbraio

di Luca Tronchetti

La difesa potrebbe chiedere l’abbreviato condizionato alla perizia

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LUCCA. Il 14 febbraio 2017 di fronte al giudice dell’udienza preliminare Silvia Mugnaini comparirà l’autore di uno dei delitti più efferati degli ultimi anni in Lucchesia: Pasquale Russo che il 2 agosto scorso dietro l’ospedale Campo di Marte uccise dandole fuoco, dopo averla cosparsa di benzina, l’infermiera Vania Vannucchi perché non si rassegnava all’idea di averla perduta. L’ex dipendente di una cooperativa Asl si trova recluso nel carcere di Prato da oltre tre mesi, nel corso dei quali ha ricevuto la visita della moglie e di altri familiari. Il sostituto procuratore Piero Alessandro Capizzoto ha inviato la richiesta di rinvio a giudizio all’ufficio gip che ha già stabilito la data del processo che si svolgerà quasi certamente con rito abbreviato che consente lo sconto di un terzo della pena.

L’accusa. Pasquale Russo è accusato di stalking, furto in abitazione aggravato (il cellulare della vittima, reato avvenuto la sera precedente il femminicidio) e omicidio aggravato da crudeltà e premeditazione perché commesso ai danni di una persona già vittima di atti persecutori da parte dello stesso autore del delitto.

Nessuna perizia. Ad oggi la perizia psichiatrica del professor Marchi non è stata depositata semplicemente perchè i legali dell’imputato, avvocati Paolo Mei e Gianfelice Cesaretti, non lo hanno ritenuto opportuno. Hanno la possibilità di richiedere la consulenza tecnica sino al momento dell'udienza camerale davanti al giudice. Il 14 febbraio, giorno di San Valentino. Ma devono essere certi se sia o meno conveniente sottoporre a perizia per stabilire l’esistenza di un vizio parziale di mente: la capacità d'intendere e di volere dell'ex di Vania nel momento in cui portava a compimento il crimine. Se quella perizia non fosse favorevole alla difesa per l'assassino non ci sarebbero possibilità di sfuggire all'ergastolo. Oppure potrebbero sperare che fosse lo stesso giudice a chiedere una perizia sullo stato di salute mentale dell’assassino. Per il pm, sulla base degli atti investigativi svolti dalla squadra Mobile della polizia, non è necessario chiedere una consulenza psichiatrica vista l’esistenza della capacità di stare in giudizio.

La difesa nel merito. I legali dell'imputato potrebbero puntare in udienza camerale a smontare l'ipotesi della premeditazione, l'aggravante che comporta la pena dell'ergastolo.

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