Preso ex «Bulldog» dopo 16 mesi di latitanza
Adam Mossa era stato condannato a 8 anni per l’aggressione al Bruton che costò a un operaio la perdita di un occhio
LUCCA. Si era reso uccel di bosco prima che la polizia gli mettesse le manette ai polsi e lo accompagnasse in carcere com’è accaduto agli altri due imputati dello stesso reato commesso il 10 maggio 2010 : l’assalto alla birreria Bruton di S. Cassiano di Moriano costato la perdita di un occhio all’operaio Sasha Lazzareschi. Era il luglio 2015. Dopo sedici mesi di latitanza la Digos lucchese, attraverso Scotland Yard, ha arrestato Adam Alexander Mossa, 27 anni, di Sant'Andrea di Compito. Deve scontare una condanna definitiva con pronunciamento della Cassazione ad 8 anni di reclusione. Mossa, esponente di spicco del gruppo ultras di estrema destra «Bulldog», è stato fermato dalla polizia del Regno Unito nella contea del Kent, tra Londra e Canterbury. Adesso si trova in carcere in attesa di essere estradato in Italia e finire in cella assieme ai due co-imputati Stefano Vannucci, 29 anni, di San Filippo e Lorenzo Pucci di 27, residente a Colle di Compito. Un arresto eseguito attraverso il mandato di cattura europeo grazie alle indagini della procura della Repubblica prima con il sostituto Fabio Origlio e di recente con il pm Lucia Rugani.
Cantante per caso. Per sfuggire alla cattura Mossa, originario del Canada, aveva attraversato la Manica. Tra l’altro l’ex ultras della Lucchese era stato condannato in Appello a 4 anni nell'ambito del processo sulle aggressioni dei «Bulldog» fuori e dentro allo stadio Porta Elisa. Non era neanche troppo difficile individuarlo perché si esibiva come cantante del gruppo musicale «Nessuna Resa» visibile su Fb. Monitorando i concerti e gli spostamenti della band gli inquirenti lo hanno localizzato.
Il braccio armato. Per i giudici e gli inquirenti era stato proprio Adam Mossa, trovato con un tirapugni all'arrivo della polizia davanti al locale, ad aver lanciato il bicchiere che colpì al bulbo oculare lo sfortunato operaio del Capannorese che aveva 38 anni e a cui nessuna operazione è bastata a salvargli la vista. Dei quattro indagati dalla magistratura uno, Federico Filippi, 26 anni, di San Giuliano Terme, simpatizzante di estrema destra è stato completamente prosciolto da ogni accusa. Lui con l’assalto alla birreria Bruton di San Cassiano di Moriano non c’entra nulla.
Il risarcimento. Sasha Lazzareschi che si è visto rovinare l’esistenza da quello sciagurato assalto in birreria, da quei vetri spezzati di un bicchiere di whisky capaci di provocare la perdita dell’occhio sinistro non ha ricevuto uno straccio di risarcimento - nemmeno la provvisionale immediatamente esecutiva (200mila euro) a cui avrebbe avuto diritto - dai tre condannati a titolo definitivo. E nel comportamento degli imputati non c’è mai stata traccia di ravvedimento diretta o indiretta nei confronti della vittima. Soltanto attraverso una causa civile intentata dall’avvocato Francesco Frezza, legale dello sfortunato operaio, nei confronti dei responsabili del Bruton e relativa alla sicurezza del locale, il giudice ha emesso una sentenza risarcitoria di svariate decine di migliaia di euro. L’avvocato della parte lesa potrebbe anche intentare una causa civile di merito per avere il «quantum» della somma definitiva sommata alla provvisionale. Ma sarebbe un esercizio del tutto teorico. Perchè quei soldi la vittima non li vedrà mai. (l.t.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
