Finanza
Esami low cost, funziona il Centro solidale
Un anno e mezzo di attività per la struttura degli “Amici del cuore”: migliaia di pazienti assistiti a prezzi stracciati
LUCCA. L’ambizione c’è: «Puntiamo a creare un modello a livello nazionale». I numeri, pure, con quasi mille prestazioni nel corso del 2015 (dal 3 marzo) e poco più di mille nei primi nove mesi di quest’anno. Il Centro di salute solidale ai Macelli, voluto dall’associazione “Amici del cuore” sta diventando insomma un punto centrale nell’offerta sanitaria della nostra città. E il tutto mentre proprio la sanità pubblica - non solo a Lucca - si dibatte fra tempi lunghi e scarsità di fondi. Temi ben conosciuti da Raffaele Faillace, presidente degli Amici del Cuore, a lungo a capo dell’azienda sanitaria lucchese.
«La decisione di ampliare l’attività degli Amici del cuore - spiega Faillace - è stata motivata dal disastro in atto nella sanità pubblica. Che prima era veramente universalitstica, sia a livello ospedaliero che territoriale. Mentre ora si va verso una riduzione delle prestazioni, siano esami o attività ambulatoriali. E c’è anche un calo nel sistema della prevenzione».
Così, a marzo del 2015, cominciò l’attività del Centro salute solidale, a due passi dagli ex macelli. Una struttura che ha come strategia di fondo la collocazione fra il servizio sanitario pubblico e gli mbulatori privati, che puntano sul profitto e che sono numerosi anche nelle nostre zone. Un obiettivo raggiunto attraverso diversi canali di accesso alle prestazioni garantite dal centro, che vanno dall’allergologia alla riabilitazione, alla dermatologia alla cardiologia.
Innanzitutto ci sono i soci degli “Amici del cuore”. Che al prezzo della tessera - 30 euro l’anno - si garantiscono il diritto a uno screening completo gratuito in una delle specialità, oppure a una prestazione, anch’essa gratuita. Per tutti gli altri esami o visite, poi, il costo è molto basso, paragonabile a quello del ticket e con liste d’attesa pressoché nulle.
Al Centro si possono poi rivolgere anche i comuni cittadini, a tariffe ridotte che servono solamente per coprire i costi e remunerare i medici.
C’è poi l’aspetto più specificamente sociale dell’attività del centro, che si rivolge alle fasce di popolazioni più deboli, quelle che rischiano a causa della crisi economica di non potersi più permettere le cure mediche. Per queste persone le prestazioni sono gratuite, grazie a una collaborazione con la Fondazione Banca del Monte di Lucca. La segnalazione dei nominativi ai responsabili del Centro arriva in questo caso dalla Caritas, dei servizi sociali del Comune, dal Villaggio del Fanciullo o dai medici di famiglia.
Ci sono poi altre attività, come le campagne per soci (a prezzi più che stracciati) o per i cittadini (con tariffe vantaggiose). E poi la classica attività del cardiocamper, che è in grado di offrire anche visite penumologiche.
Assieme a Faillace, l’anima dell’associazione e del centro è costituita da Gabriele Ferro, ex presidente del Tribunale di Lucca e dal dottor Leonardo Odoguardi, per decenni uno dei cardiologi più apprezzati della città. E poi ci sono i medici che garantiscono le prestazioni. Come spiega Odoguardi, si tratta sopratutto di due categorie in particolare: o professionisti in pensione («che si possono permettere di lavorare gratis», dice con un sorriso) oppure giovani che hanno un’opportunità di lavoro senza necessità di pagare l’affitto dello studio. Le parcelle, infatti, vengono pagate dall’assistito direttamente al Centro, che poi remunera il professionista.
I buoni risultati ottenuti nell’anno e mezzo di apertura consentono al Centro di camminare con le proprie gambe, cioè di sostenere i costi. Almeno fino a quando, nel 2018, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca garantirà il pagamento dell’affitto della sede. Anche per fare fronte a questa scadenza, si sta valutando l’ingresso di altri soci che possano entrare a far parte del capitale sociale: fra le ipotesi quelle di Misericordia e Croce Rossa. «Possiamo avere l’aspirazione - spiega ancora Faillace - di creare una sorta di società di mutuo soccorso in chiave moderna».
Ci sono poi i progetti in chiave più specificatamente scientifica e assistenziale. Come la collaborazione con la società “Genoma Group” di Milano, che garantisca la possibilità di fare screening genetici a costi che solo pochi anni fa non erano nemmeno immaginabili. E poi l’accordo in via di perfezionamento con l’università di Firenze per installare al centro un ambulatorio per le cosiddette “malattie rare” che garantisca anche prospettive di ricerca.
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