Il Tirreno

Lucca

PER UN’EREDITà CONTESA

Condannato a un anno e 10 mesi per stalking sul fratello minore

Condannato a un anno e 10 mesi per stalking sul fratello minore

LUCCA. Arriva addirittura a scavare una fossa tipo tomba a cui appone una croce davanti alla finestra della camera da letto del fratello minore e della cognata. Ma è soltanto una delle tante...

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LUCCA. Arriva addirittura a scavare una fossa tipo tomba a cui appone una croce davanti alla finestra della camera da letto del fratello minore e della cognata. Ma è soltanto una delle tante azioni di disturbo all’interno di una guerra fratricida legata a un’eredità contesa che porta Michele Gemignani, 63 anni, di Monte S. Quirico, a mettere in atto da gennaio a luglio 2015 una serie di comportamenti che costringono la controparte a presentare una serie di denunce circostanziate con l’accusa di minacce, danneggiamento e disturbo del riposo che si traducono nel reato di atti persecutori a cui si aggiunge quello - del novembre 2015 - di detenzione illegale di due armi: una pistola a tamburo da collezione e senza matricola e una Beretta calibro 7,65. Alla fine il giudice dell’udienza preliminare Silvia Mugnaini condanna il pensionato a un anno di reclusione per stalking e dieci mesi per la detenzione illegale di armi da sparo non denunciate. Non solo. Alle parti offese - il fratello Giorgio, 58 anni e la cognata Paola, difese dall’avvocato Francesca Del Carlo - vanno una provvisionale di cinquemila euro ciascuno. E, logicamente, resta ancora il contenzioso civile legato a un testamento dei genitori dei due fratelli: due ville, una nella periferia cittadina e l’altra in Versilia, e un capannone industriale. Beni immobili per un valore che supera i due milioni e mezzo. E proprio sulla divisione del patrimonio che si innescano le azioni ritenute penalmente rilevanti. Tanto che il giudice delle indagine preliminari, su richiesta del pm Salvatore Giannino, era già stato costretto ad emettere un provvedimento di divieto di avvicinamento a una distanza inferiore ai 500 metri dall’abitazione del fratello e della cognata.

Clacson di notte. Al fine di recare disturbo si metteva con la sua auto sotto la finestra dei coniugi e iniziava a suonare dopo le 23 il clacson della propria auto illuminando con una torcia i vetri della finestra della camera da letto. Non solo. Accatastava davanti alla loro casa scarti, rifiuti, e una cisterna in pvc esalante vapoli maleodoranti. (l.t.)

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